Ultimamente nel vicariato, il gruppetto di parrocchie che insistono sulla vecchia comunità cristiana di Carpenedo, è nata un po’ di maretta tra i preti, sulle modalità e sull’età in cui accostarsi alla prima Comunione.
La cosa non è del tutto nuova perché da molti anni l’ex parroco di viale Don Sturzo ha portato avanti, solitario, una certa “rivoluzione” nel modo di preparare i bambini ad accostarsi all’Eucarestia e soprattutto nei tempi in cui far fare la prima Comunione. Io sono sempre andato diritto per la mia strada concordando totalmente con San Pio X che aprì le porte ai bambini per incontrare il Signore in tenera età.
Ora, pur essendo quel parroco in pensione, pare voglia proporre con una certa pressione la sua tesi e che abbia trovato anche qualche nuovo adepto. Già scrissi che la validità di certe scelte si misura dai risultati e per quanto riguarda la vitalità della parrocchia di San Pietro Orseolo, i risultati.
Incontrandomi con mio fratello don Roberto, che credo sia il parroco di una delle più belle e vivaci comunità cristiane della diocesi, gli chiesi la sua opinione in merito a questo problema. Mi rispose senza esitazione: “Da me i ragazzi fanno la prima Comunione in terza elementare, a quell’età essi sono limpidi ed innocenti, chi la fa in quinta, quando i ragazzini pensano già alle “tosette”, incide ben poco sulla loro coscienza.
Ancora una volta vale la prova del nove sulla validità di questa scelta, infatti la parrocchia di Chirignago ha il più bel vivaio di ragazzi e di giovani.
Le novità non sono sempre garanzia di validità!
