La caporetto di Grillo

Vorrei seguire in maniera distaccata le vicende, non solo poco serie ma spesso deludenti e meschine, della politica, invece, passionale come sono sempre stato, finisco spesso per lasciarmi travolgere da queste.

Ripeto ancora una volta che sono veramente ammirato dall’intelligenza, dal rigore morale e dalla passione civile di molti giovani deputati e senatori del Movimento Cinque Stelle, però “ho altresì paura” dei loro condottieri: Grillo e Casaleggio; il primo perché è rimasto un ciarlatano volgare, populista e dispotico mentre il secondo perché temo che la sua visione velleitaria e utopistica ponga le premesse per un’altra dittatura, rovinosa come tutte le dittature.

La sonora sconfitta elettorale, prima alle europee e poi alle regionali ed infine la maretta che è sfociata in aperta ribellione dei loro seguaci, mi ha fatto tirare un sospiro di sollievo.

Io rimango ancora assolutamente convinto che anche la peggiore democrazia sia preferibile alla migliore dittatura pur conscio che la democrazia ha un costo assai consistente.

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