Un sogno da avverare

Qualche giorno fa, sfogliando un vecchio libro, ho trovato tra le pagine una piccola cartolina della Madonna di Luini. La Vergine è presentata raccolta, pudica e bella. Era l’immagine della mia consacrazione sacerdotale. Sul retro una frase di San Paolo, il mio nome e la data: 27 giugno 1964. Me ne ero dimenticato persino io e tanto più il caro mondo che mi è vicino. Solamente Cecilia, la piccola scout dei miei primi anni di sacerdozio, che aveva trovato pure lei l’immaginetta in un libro della nostra biblioteca, mi ha fatto gli auguri.

Mi capita spesso, ma mi pare naturale, di lasciarmi prendere dai ricordi della mia lunga vita di prete e di riprovare le emozioni di tempi tanto lontani, vissuti con tanta intensità, e di analizzare vecchie storie che si sono concluse con alterne vicende. Alcuni giorni fa l’Università popolare mi ha chiesto un articolo sul mio rapporto con i poveri a Mestre e perciò sono stato costretto a ripercorrere certe imprese: alcune delle quali mi sono riuscite, mentre altre restano un sogno bello tra le nuvole di un cielo che fa sognare!

Tra queste ultime rientra il progetto di mettere in rete tutte le attività benefiche della nostra città. Non lo vedrò certo realizzato nel suo insieme, ma mi è rimasta qualche speranza di vederne realizzata almeno una parte, se il Signore mi concederà ancora qualche anno di vita.

L’architetto Giovanni Zanetti, il professionista che ha progettato e realizzato il Don Vecchi tre e il Don Vecchi quattro, un giorno di una decina di anni fa, mi prospettò che avrebbe avuto la possibilità di ottenere gratis una superficie di circa 20.000 metri quadrati a Favaro Veneto per l’iniziativa della quale mi aveva sentito parlare. La proposta, un po’ interessata, dei padroni del terreno era legata al fatto che il Comune concedesse loro di realizzare un albergo su un terreno contiguo. La mia testa cominciò a ipotizzare la cittadella della solidarietà, ossia un centro in cui i poveri potessero trovare le risposte per ognuna delle loro attese, dando vita al coordinamento cittadino della solidarietà. Ebbi perfino l’avallo e l’appoggio del cardinale patriarca Angelo Scola, ma non se ne fece niente un po’ perché tramontò presto la possibilità del dono e un po’ perché ebbi tutti contro, a cominciare dalla Caritas.

Svanita questa ipotesi, trasferii idealmente il progetto, ridotto a una sede per i magazzini della carità, nel grande campo incolto della società dei 300 campi, contiguo al centro Don Vecchi di Carpenedo. Già molti anni prima, un consiglio di amministrazione aperto e illuminato di questa società mi aveva offerto l’area dove ora sorge il Don Vecchi uno. Mi parve bellissimo che la parrocchia del posto, questa antica Società benefica e il nuovo centro si accordassero per dar vita assieme a una grande iniziativa, forse la prima in Italia. Purtroppo “il diavolo ci mise la coda”, perché il vecchio parroco di allora, un gruppetto di parrocchiani preoccupati di avere nel quartiere la “poveraglia” e un consigliere della stessa società boicottarono ferocemente l’iniziativa. Così anch’essa è caduta presto rovinosamente.

Pensavo che questa vicenda fosse finita, senonché la costruzione del Don Vecchi 5, 6 e ora del 7 ci ha messo sulla strada di acquistare un terreno di circa 30.000 metri quadri attiguo a questi centri ora serviti dalla nuova strada e dagli autobus cittadini. È già stato firmato un preliminare d’acquisto e mi auguro che presto firmeremo anche il rogito e che, tra un anno, si possa pensare alla nuova sistemazione dei magazzini della carità. Non mancano difficoltà di ogni genere ma sappiamo che chi la dura la vince!

Scrivo queste vicende per la storia, perché ritengo giusto ricordare che i percorsi dei progetti di solidarietà sono particolarmente duri e difficili, ma talvolta si avverano. Spero di offrire qualche elemento in più a chi scriverà la storia di Mestre solidale.


La nostra disponibilità

Lettera aperta ai parroci, alle assistenti sociali del Comune, agli enti di valenza solidale e soprattutto ai concittadini che si trovano in ristrettezze economiche.

Siamo consapevoli che questo nostro appello è purtroppo piuttosto raro e può sonare perfino strano e per questo siamo particolarmente felici di portarvi a conoscenza di una realtà che a Mestre ancora non tutti conoscono. Per grazia di Dio e per buona volontà di mezzo migliaio di volontari, in simbiosi con il Centro don Vecchi di Carpenedo è nata una agenzia di solidarietà quanto mai vasta ed efficiente, che presto speriamo possa diventare in Italia il primo supermercato di carattere solidale. Ogni giorno affluiscono in via dei Trecento campi 6 di Carpenedo, dove si trovano i nostri magazzini, centinaia e centinaia di concittadini italiani ed extracomunitari che si trovano in difficoltà economiche e che chiedono aiuto presso i nostri attuali magazzini di carattere solidale, trovando fortunatamente una risposta ai loro bisogni. Grazie alla Provvidenza siamo in grado di aiutare un numero ben consistente di persone in difficoltà. Per questo ci rivolgiamo a voi, che siete i naturali interlocutori dei poveri, perché sappiate che, qualora non siate attrezzati a dare risposta esauriente alle richieste di chi è in difficoltà, noi a nome della Chiesa mestrina possiamo aiutare voi e quindi chi viene da voi a chiedere aiuti. Cosa possiamo mettere a disposizione?

  1. Un emporio di vestiti nuovi ed usati di ogni tipo e di ogni taglia. Siamo convinti che a Mestre non ve ne sia uno di eguale neppure in quelli di carattere commerciale.
  2. Mobili e arredo per la casa; dalle stoviglie ai soprammobili, dai mobili correnti a pezzi d’epoca, dai quadri ai lampadari e ai tappeti. Disponiamo, insomma, di tutto quello che serve per arredare la casa.
  3. Frutta e verdura in grande abbondanza. Ogni giorno recuperiamo dai venti ai trenta quintali di questi generi alimentari che ci vengono regalati dai mercati generali di Padova, Treviso, Marghera, Santa Maria di Sala e dai supermercati della città: Alì, Cadoro, Coop e Despar.
  4. Generi alimentari in scadenza: di ogni qualità, compreso carne, pesce e tanto altro ancora.
  5. I generi alimentari della Agea ossia forniti dall’Europa.

Ben s’intende che talora v’è tanta abbondanza e talora questi stessi generi scarseggiano. Comunque si trova sempre qualcosa! Questa possibilità di distribuzione consistente di beni è dovuta ad un’organizzazione seria: abbiamo sei grandi furgoni, dei quali uno per la catena del freddo, la disponibilità di milleduecento metri di superficie e soprattutto un numero quanto mai consistente di volontari. Crediamo che oltre l’organizzazione, che si rifà alla dinamica di ogni magazzino di carattere commerciale, il punto di forza sia quello che questa attività vive e si rifinanzia da sola. Perché ad ogni utente viene richiesta un’offerta pressoché simbolica per sostenere la gestione e perché siamo quanto mai convinti che bisogna creare un “volano” della carità, che crei piano piano in tutti benefattori e beneficati, una mentalità solidale: motivo per cui ognuno, in rapporto alle sue possibilità, deve collaborare ed aiutare chi è più povero di lui. Gli unici prodotti per i quali non si richiede alcun contributo sono i generi alimentari della Agea che per legge devono essere totalmente gratuiti. Informiamo, infine, che l’orario estivo di apertura è dal lunedì al venerdì, dalle ore 15 alle 18, e che i magazzini sono facilmente raggiungibili perché dispongono di un ampio parcheggio e anche perché la linea 2 dell’autobus ha una fermata ad appena 50 metri di distanza.


I magazzini San Giuseppe

La prima attività a carattere solidale, nata al Centro don Vecchi di Carpenedo, è stata quella della raccolta e della distribuzione di indumenti a favore dei concittadini in disagio economico.

Questa agenzia caritativa è certamente una delle più efficienti non solo nel Veneto ma pure in Italia. Ben più di cento volontari operano presso questi magazzini, che l’anno scorso hanno festeggiato i quindici anni di attività con centinaia di migliaia di persone in difficoltà che vi sono ricorse ogni giorno per poter vestire in maniera dignitosa.

Hanno fatto seguito ai magazzini San Martino, non a caso intitolati al santo che ha condiviso il mantello con il povero, i magazzini San Giuseppe, che trattano della raccolta di mobili e arredo per la casa. La dedicazione a San Giuseppe è abbastanza ovvia, perché il padre putativo di Cristo ha mantenuto la “sacra famiglia” lavorando il legno. I magazzini San Giuseppe non hanno ancora avuto lo sviluppo di quelli di San Martino, però in questo ultimo tempo hanno pure fatto passi da gigante, sia come sistemazione logistica dei mobili in offerta sia nel ritiro e nell’offerta.

A Mestre gli extracomunitari, che sono riusciti ad affittare o meglio ancora ad acquistare un appartamento, si rivolgono tutti a questa struttura per arredare le loro case. Molti di loro, poi, si rivolgono pure ai nostri magazzini per inviare in Moldavia, in Ucraina, in Romania e in Polonia i mobili per i loro parenti che non riescono ad acquistare in patria a motivo del costo.

Attualmente la Fondazione Carpinetum, in attesa dei nuovi tanto sospirati magazzini, è riuscita ad aggiungere qualche spazio permettendo così un’esposizione dei mobili molto più felice.

Pure molti mestrini, che amano il proprio alloggio, spesso cercano e spesso trovano presso i nostri magazzini quel pezzo di “pregio” che abbellisce ed impreziosisce la loro abitazione. Nel magazzino dei mobili si possono trovare e ricevere oggetti di vario tipo e diversa dimensione a fronte di una modestissima offerta, necessaria per le spese di gestione essenziali.

Il responsabile storico dei magazzini si chiama Nico Pettenò, che ha visto sorgere questa struttura e ne sta accompagnando la crescita con lodevole dedizione e impegno. Da un po’ di anni, inoltre, opera come volontaria in questo magazzino la signora Luciana, moglie di un imprenditore dell’hinterland, che ha un estremo buon gusto e pure una bella competenza specifica nel settore dei mobili in genere e dei lampadari in particolare, avendo un’istintiva capacità nel riconoscere i gusti e i bisogni dei richiedenti e sapendo accontentarli con la soluzione ottimale per arredare il loro alloggio.

I “visitatori” che, anche per caso, hanno conosciuto questa attività benefica non solo ritornano, ma addirittura portano amici e famigliari perché possano trovare a costo solamente simbolico, mobili per dare un aspetto dignitoso e gradevole alla loro abitazione. Non sempre si trova la lavatrice, il frigo, o la carrozzella che servono, però basta prenotarsi e quando arrivano questi accessori, i responsabili dei magazzini telefonano al richiedente per informarlo della disponibilità.

I magazzini San Giuseppe svolgono anche la funzione di ritirare gratuitamente i mobili dei quali qualche cittadino per motivi diversi vuole disfarsi, aiutando contemporaneamente chi è in difficoltà. Spesso ci sono persone che hanno assoluta necessità di sgombrare un appartamento e allora i volontari del San Giuseppe sono a disposizione previa copertura dei costi sostenuti per la discarica.

I magazzini sono sempre aperti dal lunedì al venerdì dalle 15.30 alle 18.30 ed è sempre attiva la segreteria telefonica allo 0415353204, per cui chi avesse bisogno di un intervento può lasciare il suo numero e sarà richiamato il più presto possibile.