La prima alla Scala

Le inaugurazioni delle stagioni della lirica alla Scala di Milano mi pare che da anni siano veramente molto tormentate. Anche quest’anno per l’esecuzione del Fidelius di Beethoven si è ripetuto lo stesso canovaccio degli anni precedenti.

La televisione ha dedicato all’evento pochi minuti ma sono stati più che sufficienti perché l’Italia intera potesse vedere quello spettacolo desolante.

Da una parte lo sfoggio del lusso di una classe di benestanti che molto probabilmente godeva dell’ingresso gratuito, ingresso pagato dalla povera gente, e dall’altra parte i giovani dei centri sociali scatenati contro tutti e contro tutto.

In mezzo i poliziotti, ossia quegli umili servitori dello stato che Pier Paolo Pasolini chiamava “proletari in divisa”, i quali per pochi soldi, senza colpa alcuna difendevano i gaudenti, subendo la violenza degli sfaccendati capaci solo di menare le mani.

Molto probabilmente a questo mondo è sempre stato così ma provoca enorme tristezza ed un senso di desolazione vedere spettacoli simili in un momento in cui la crisi attanaglia in maniera sempre più dura la povera gente.

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