Il mio generale

Alcuni anni fa, a motivo del progetto di una chiesa monumentale per il cimitero della nostra città, mi recai nello studio dell’architetto Gianni Caprioglio.

Rimasi colpito dall’ampiezza dello studio e dal numero di professionisti che vi lavoravano. Manifestai la mia sorpresa all’architetto, che conoscevo fin da bambino, al che mi fece osservare che stava raccogliendo il frutto di una lunga carriera lavorativa. Qualche giorno fa incontrai con sorpresa, tra il gruppo di vecchi scout che ogni lunedì stampano in un clima di ilare cameratismo “l’Incontro”, un ex ragazzino che ricordavo come capo squadriglia del reparto scout “Duca d’Aosta”.

L’avevo perso di vista perché si era arruolato nell’Aereonautica e non sapevo dove fosse andato a finire. Ci abbracciammo felici di rincontraci. Mi disse: “Sono venuto a sapere che i vecchi amici stampano questo giornale e mi sono unito a loro perché mi sono congedato alcuni giorni fa”.

Scherzando ribattei: “Non sarai mica diventato generale?” e lui “Sì mi sono congedato con questo grado”. Provai istintivamente un moto d’orgoglio e poi pensai all’affermazione di Caprioglio: “Quando si lavora con impegno, prima o poi si raccoglie”.

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