“Prete fortunato”

Quasi mai celebro la messa quotidiana senza fermarmi per alcuni minuti sulle riflessione che normalmente colgo dal Vangelo.

Molto spesso sono imbarazzato perché il Vangelo è un pozzo senza fondo ed in ogni pagina vi sono tante verità che si offrono all’attenzione dei fedeli.

Il lunedì, quasi sempre faccio una breve premessa alla riflessione.

L’inizio della settimana mi spinge a dire a me stesso e a chi partecipa alla preghiera della chiesa di fissare un obiettivo per i sette giorni che stanno davanti, uno stile, una modalità per affrontarli. Stamattina poi questa abitudine si è coniugata con un bellissimo pensiero che mi aveva, più che interessato, affascinato, durante la mia personale meditazione mattutina.

Suggeriva il testo: “Invece di lasciarti preoccupare dalle possibili difficoltà che potrai incontrare, dalla presunta fatica e dalle amarezze temute, parti per il nuovo giorno con un atteggiamento di curiosità e di attesa lieta delle cose buone che potrai avere, degli incontri di persone care che potrai fare, di quello che di interessante ti potrà capitare, vedrai allora che la giornata o la settimana scorrerà piacevole ed interessante quanto mai”.

Presi sul serio il suggerimento, riproponendomi di annotare gli avvenimenti positivi che mi sarebbero capitati. Le miei annotazioni sono iniziate alle sette del mattino fino alle nove, poi lasciai perdere perché mi accorsi che avrei dovuto riempire un quaderno intero.

Appena chiuso il libro suonò il campanello, era una cara amica che veniva a porgermi gentilmente il solito yogurt e la tazza di caffé e latte. Uscendo incontrai due anziani che puntuali andavano al mercato per raccogliere frutta e verdura.

Arrivato in cimitero, incontrai un giovane pensionato che molti anni fa ho sposato e che mi trattò con tantissimo affetto.

Poi una nonnetta venne con 50 euro per “L’incontro”, il periodico amato di cui lei tessé lodi sperticate. Prima della messa un mio amico architetto mi chiese di ricordare la moglie morta vent’anni fa, una carissima ragazza che ricordai con infinita dolcezza e che mi fece felice saperla amica cara lassù. Dopo il segno di croce di inizio messa scorsi il dolce volto della vedova di un mio compagno di stanza all’ospedale, coniugi che per tanti anni pensai lontani dalla fede e che da quell’in-contro in corsia capii che erano più vicini che mai. Un po’ più in là scorsi una giovane sposa dal volto bello e sorridente che veniva a salutare di buon mattino il marito che l’ha preceduta presso il Signore, ma che la sua fede lo faceva sentire caro ed ancora vicino.

Poi pian piano si formò una piccola comunità di una ventina di fedeli che si accostarono devotamente all’Eucarestia.

“Prete fortunato” mi dissi, “d’avere attorno a te tanta cara gente!” decisi di smettere di annotare le cose buone con cui ho iniziato questo giorno e questa settimana, perché mi sentivo troppo colpevole di non apprezzare normalmente quanto devo le benevolenze del Signore!

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