Il dono delle lacrime

Questa mattina mi è stato chiesto il favore di benedire il loculo ove sarebbero state poste le ceneri del marito di una anziana signora.

Ormai sono pochissimi i preti che rispondono positivamente a questa richiesta di una mini funzione religiosa che penso siano stati i sacerdoti stessi ad “inventare”!

Oggi i preti non hanno tempo per visitare le famiglie, per accorrere al capezzale degli ammalati, per occuparsi della carità della parrocchia, per impegnarsi personalmente al riordino della loro chiesa e per tante altre cose che non sono certamente essenziali, ma che comunque davano senso e visibilità al servizio del sacerdote; c’è il computer e la Curia che diventano sempre più impegnativi!

Data l’età e il compito pastorale che svolgo, mi è non solamente caro, ma anche facile fare questa supplenza.

Comunque questa mattina sono stato colpito dal pianto di questa anziana signora che baciava i poveri resti mortali dell’amato marito.

Per temperamento e per educazione sono sempre stato contrario, pur rispettando costumi ed usi diversi, a quelle manifestazioni plateali di disperazione, che dicono siano abbastanza frequenti nel nostro meridione, ma neppure comprendo ed approvo l’atteggiamento sbrigativo, affrettato e molto disinvolto con cui molti concittadini si accomiatano dai loro cari.

L’anziana signora mi disse che lei e il marito si erano sempre rispettati e voluti bene, tanto che l’aveva tenuto a casa ed assistito per tutto il lungo tempo della malattia.

Questo pianto discreto, ma accorato mi ha toccato il cuore ed anche un po’ sorpreso perché ormai è così raro veder piangere in occasione del funerale. Mi sono ricordato che nella liturgia ufficiale della chiesa c’è una preghiera particolare per chiedere “il dono delle lacrime”, penso che questa preghiera rappresenti la medicina contro l’aridità, l’egoismo e la disumanità!

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