L’autogestione al don Vecchi Marghera

Il dottor Piergiorgio Coin era un grande amico di monsignor Vecchi, spesso lo veniva a trovare e talvolta si fermava a mangiare con noi. Monsignore non aveva complessi, anche se per pranzo avessimo avuto aringhe lesse, invitava come se si fosse preparato un pranzo di gala per l’illustre ospite. Al dottor Coin, che in quel momento era al massimo della sua azienda, piaceva offrire lezioni nel settore di cui si occupava.

Ricordo una di queste lezioni, che nel tempo ho verificato quanto saggia fosse. Ci disse che quando un’azienda ha più di un certo numero di addetti ai servizi, finiscono di darsi lavoro uno con l’altro e perciò di pesare piuttosto che rendere.

Io ho sviluppato ulteriormente questa teoria, arrivando alla conclusione che se una azienda non ha alcun dipendente, lavora meglio e costa meno.

Al Centro don Vecchi di Marghera, ho applicato integralmente la teoria che il dottor Coin ha appreso in America e che io ho sviluppato in Italia.

I residenti a Marghera, sono circa una settantina, e sono quasi tutti coinvolti nella gestione.

Al mattino tengono la portineria ed il telefono gli uomini, al pomeriggio le donne, il taglio dell’erba è fatto in proprio, la cura delle rose e delle piante interne ed esterne è curata dai residenti, la preparazione per il pranzo, la sparecchiatura avviene sempre in autogestione.
In una parola solamente gli invalidi sono dispensati dal servizio.

Il lavoro fa bene, aguzza l’ingegno, tiene viva l’intelligenza e in allenamento il corpo, rende corresponsabili e costa niente. Allora perché spendere per prendere bili, per vedere le cose mal fatte e per sprecare denaro?

Credo che siamo già un passo più avanti di Brunetta!

Una risposta a “L’autogestione al don Vecchi Marghera”

  1. Carissimo don Armando e complimenti per questo articolo e per la tua inesauribile intraprendenza. E anche a Marghera il Don Vecchi ne ha fatta di strada… ricordi la borocrazia per pratiche in Comune e per l’allacciamento del gas?
    Ciao, Vittorio

    p.s.
    Mi consenti di riprendere questo articolo su http://vivamarghera.wordpress.com?

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