La lettera anonima

Nella periferia mestrina si usa ancora purtroppo mandare lettere anonime; è un costume ormai molto marginale e non frequente, però esiste ancora.

Io, nella mia vita, ne ho ricevute più di una di queste lettere. Il fatto che ho sempre tirato dritto per la mia strada, che non mi sono mai adeguato alle mode di pensiero e di comportamento praticato dalla maggioranza, che spesso ho risposto per le rime a critiche che ritenevo non giuste e soprattutto immotivate, e non da ultimo che mi sono sempre preso la libertà di dire con la parola e con la penna ciò che pensavo, ha fatto si che qualcuno non abbia resistito alla tentazione di insultarmi con volgarità e con cattiveria sempre mantenendo l’anonimato.

Quando sono uscito di scena dalla vita pubblica, pensavo che la cosa fosse ormai finita. Invece no! Almeno tre quattro volte c’è stato qualcuno, sempre della stessa cerchia e dello stesso ceppo di pensiero e di comportamento che non è riuscito a non farlo.

Era però almeno un paio di anni che non avveniva più, motivo per cui quando è successo ne ho avuto un contraccolpo piuttosto amaro, perchè se ho sempre contato poco, ora sono proprio il signor nessuno.

La lettera anonima, firmata (si fa per dire) da un ex parrocchiano, è di una volgarità e di una meschinità quasi insuperabili.

Questa volta, forse spinto dal prurito irresistibile di ferirmi, il collega ha avuto la dabbenaggine di scrivere a mano, per cui mi è stato perfino troppo facile individuare il mittente. La sua è stata un’imprudenza veramente imperdonabile.

Stia però pur tranquillo, non procederò certamente a denunce di sorta! I giudici hanno ben altro da fare!

Mi sono ricordato di Saul che fugge mentre qualcuno da lontano, approfittando della sua debolezza l’insulta. Quando una guardia del corpo propone e Saul di trafiggerlo con la spada per i suoi insulti, Saul glielo impedisce, affermando se lo fa è il Signore che glielo permette.

Io non sono Saul, non ho potere alcuno e mi riconosco un povero peccatore e perciò credo che mi possa far bene anche qualche insulto. Ero tentato di pubblicare la lettera anonima, ma poi ho pensato che metterebbe troppo in cattiva luce il collega, che di stima ne ha proprio bisogno!

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