L’apertura agli altri risana

Ho ribadito più volte la mia convinzione che c’è più saggezza in una pagina della Bibbia che nelle 100 pagine di una delle nostre riviste mensili o nelle trenta o quaranta pagine del “Corriere della sera”!

Rimpiango di aver fatto questa scoperta troppo tardi, non avrei perso tanto tempo col leggere periodici e romanzi che, stringi, stringi, alla fine mi trovo con un pungo di mosche in mano, mentre quando leggo la Scrittura, mi sento sazio di sapienza e di verità.

Ho fatto questa considerazione una delle ultime domeniche leggendo alcune righe degli atti degli apostoli in cui si parla della difficoltà che Paolo di Tarso ha incontrato nell’inserirsi nel gruppo dei discepoli di Gesù.

Fortunatamente Barnaba, uomo aperto ed intelligente introduce Paolo nel cenacolo degli apostoli, restii di accogliere tra loro l’ex persecutore coraggioso ed intraprendente.

Il passaggio della Scrittura tante volte lo avevo letto senza però apprezzare l’attualità e la grande saggezza di Barnaba, ebreo aperto, fiducioso nei valori del messaggio appreso da Gesù, ma pure dell’apporto che uomini provenienti da altre esperienze religiose e culturali potevano donare alla comunità nascente. L’apertura di Barnaba ha donato alla chiesa un apostolo della portata di Paolo!

L’episodio mi ha fatto pensare agli steccati, ai valli delle nostre parrocchie e dei nostri gruppi sempre timorosi dei possibili inserimenti ed apporti dei lontani, insicuri della forza dei propri valori e preoccupati dell’incontro e del confronto, elemento che non può che verificare, ripulire e rafforzare la propria proposta e il proprio messaggio.

La chiusura satura, avvizzisce l’aria della stanza, l’apertura invece rinnova, rinfresca e risana sempre e comunque a meno che uno non custodisca realtà fatue ed inconsistenti!

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