“Io sono un figlio di Dio!”

Tra gli apostoli quello che mi è più vicino come pensiero e modo di ragionare è certamente San Giacomo. Di questo apostolo condivido la concretezza, la franchezza, il modo realistico con cui affronta i problemi. L’apostolo invece con cui sento meno in sintonia con la mia sensibilità è invece San Giovanni; i suoi discorsi, quasi sempre aggrovigliati ripetitivi, appesi alle nubi pur di un cielo limpido, ma sempre del cielo, li sento vaghi e poco incidenti.

La liturgia della chiesa si rifà ad un ciclo tale per cui ogni anno i testi per la santa messa sono presi a turno da uno degli evangelisti.

L’anno in cui sono presi dal Vangelo di San Giovanni sono per me dolori, perché si ripetono terribilmente, tanto che dopo un paio di domeniche mi sento nei guai, trovandomi inguainato in un misticismo che dice ben poco alla mia sensibilità.

Tutti dicono che San Giovanni è un evangelista delizioso, perché è l’apostolo dell’amore, il prediletto di Gesù.

Appena qualche domenica fa notai di chi era il brano che avrei dovuto commentare, scorgendo il nome di Giovanni mi misi d’istinto in apprensione senza neppur aver letto il contenuto del brano.

Lo Spirito Santo deve aver avuto pietà di questo suo povero e vecchio prete, difatti non appena cominciai a leggere la seconda lettura rimasi abbagliato da questa frase: “Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente!”
Io, nonostante tutto sono un figlio di Dio!

Mi ricordai lo scatto d’orgoglio di un avvocato di grido, il quale, di fronte ad un capotreno pretenzioso che pensava di sistemarlo portando egli qualche filetto in più sul cappello della sua divisa, lo apostrofò ergendosi impettito: “Lei non sa chi sono io?” l’altro quasi intimorito, pensava fosse un deputato o un non so chi, stupito attese e l’avvocato e proseguì tirando fuori la carta d’identità e mettendogliela sotto il naso: “Io sono un cittadino italiano!”

Nessuno ormai mi fa più paura, mi intimorisce, sia esso un magistrato, un sindaco o un vescovo: “Io sono un figlio di Dio!”

Ci può essere un qualcosa di più nobile o di più alto che possa intimorirmi?

Questa presa di coscienza che mi donò coraggio ed ebbrezza, però mi costrinse a proseguire: anche l’uomo più stupido o più squallido che io possa incontrare sarà sempre e comunque un figlio di Dio! Anche questo comunque è bello ed importante! Grazie, San Giovanni!

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