I tre mucchi

In questi giorni mi viene spesso il pensiero su come un tempo riuscivo a mettere dentro alla mia giornata tantissime cose. Attualmente ho invece l’impressione di farci stare molto poco!

Quando da assistente degli scout preparavamo i nostri ragazzi a fare lo zaino per i campi estivi, insegnavamo loro un suggerimento di Baden Power, il fondatore degli scout.

Diceva questo grande educatore: “Dividete tutto il materiale che pensate che vi serva, per vivere al campo, in tre mucchi: nel primo mettete tutto quello che pensate renda gradevole la vostra vita in tenda, nel secondo mettete tutto quello che ritenete veramente utile; nel terzo metteteci solamente l’indispensabile per poter sopravvivere. Poi lasciate a casa i primi due mucchi e mettete nello zaino solamente quello che avete scelto per il terzo mucchio!”

Penso che dovrò rivedere le mie occupazioni quotidiane, alla luce di questa dottrina, se non voglio farmi sopraffare da un senso di frustrazione continua e dalla convinzione di non cambiare più niente.

Ho deciso di mettere nel terzo mucchio: la preghiera (messa, breviario, meditazione), il nutrimento (i sacchi vuoti non stanno in piedi), il sonno dalle 23 alle 5,30, il lavoro (redazione de “L’incontro”), visita quotidiana ai volontari, qualche visita a persone in difficoltà. Tutto il resto sono costretto a lasciarlo fuori dalla mia giornata: quale il passeggio, letture dei giornali, studio, il coltivare amicizie, televisione, musica ed altro ancora!

Nonostante però abbia preso questa drastica decisione, m’accorgo che faccio fatica a metterci nello zaino, per la vita giornaliera, anche queste poche cose essenziali.

Alla verifica mi sono accorto che ad ottant’anni ci metto più tempo in tutto; dal farmi la barba a rifarmi il letto o a lavare i piatti. Forse per questo da sempre ho sentito gli anziani che dicevano “Beati i giovani!”

Se dovessi dare un consiglio ai giovani, ma non mi arrischio, direi: “Correte finché avete le gambe buone, ad ottant’anni sarete fortunati se non sarete costretti ad usare il deambulatore!”

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