Un piccolo fiore che testimonia Dio

Mi è capitato di vedere una foto straordinaria, su una delle tante riviste che escono dalle catene di montaggio delle rotative che, da mane a sera, sfornano parole ed immagini di ogni genere e passando per le edicole finiscono spesso nelle pattumiere senza che alcuno le degni di uno sguardo.

La fotografia ritraeva un ambiente desolante di una delle tante metropoli del nostro mondo; poteva essere la periferia di Napoli o di Roma: vecchie roulotte, baracche di lamiera e cartone, robe vecchie, materassi sfondati, reti contorte ed un vecchio barbone coperto di stracci, con la barba lunga e sporca, seduto su una poltrona sgangherata.

In quella desolazione proprio accanto al vecchio accattone, una zolla, una sola zolla verde, tra tanta miseria e disordine e al centro della zolla un piccolo fiore bianco su uno stelo leggero.

Il barbone guardava incantato quel piccolo fiore bianco, sembrava che lo accarezzasse con gli occhi, e lo custodisse come l’unica cosa bella che egli possedeva tra tanta desolazione.

Quello sguardo dolce mi commosse e mi ricordò il soldato americano che fotografò Berlino che bruciava, il giorno della caduta del Reich e che inquadrò un melo o un pesco che imperterrito era in fiore tra le macerie della superba città in fiamme.

Scriveva quel soldato: “Mi sono sempre dichiarato ateo, ma quella mattina di fronte a quel pesco che ad aprile fioriva nonostante tutta la barbarie della guerra, mi costrinse ad inginocchiarmi e a recitare il Padre Nostro che avevo imparato da bambino”.

Solo Dio poteva fare quel miracolo di bellezza e di speranza tra tanta desolazione e rovina.

Bisogna che mi ricordi che in questa nostra società balorda ed assurda, in qualche angolo c’è sempre un piccolo fiore che imperturbabile mi parla della bontà di Dio e mi invita alla speranza!

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