La visita di Simone

Dalla segreteria mi hanno informato che, nella hall, mi attendeva un giovanotto. Al don Vecchi non sono frequenti le visite dei giovanotti, al massimo vengono ogni tanto dei nipoti, ma quasi sempre si dirigono all’appartamento delle nonne relative, senza sostare o farsi annunciare.

La portineria del don Vecchi è molto meno di una stazione di frontiera dei paesi della Cee, perché il Centro ha la tipologia di un paese piuttosto che quella di un albergo o di una casa di riposo, strutture per le quali funziona come filtro la portineria.

Mi attendeva un giovanottone, dal vestire apparentemente un po’ trasandato e dalla barba, non tagliata da alcuni giorni.

Dopo un istante di perplessità, riconobbi Simone, uno dei ragazzi di quello splendido staff di giornalisti sportivi in erba che lavoravano a Radio Carpini.

Sotto la guida del vecchio, fanatico di calcio, entusiasta, sorridente e trascinatore, ogni domenica partivano a registrare partite, gare di ogni genere, intrufolandosi per ogni dove per non pagare le entrate, poi tornavano, montavano i servizi, discutevano; era un piacere vedere ed ascoltare tanta “grazia di Dio!”

Simone ora è a Milano alla Gazzetta dello Sport, regolarmente ingaggiato. “Lo devo anche a Lei se ora, come tanti altri della squadra, sono riuscito ad affermarmi! Radio Carpini mi ha offerto un sogno, che fortunatamente si è avverato!”

Mi ha regalato un grosso volume sulla storia del Rugby a Mirano, che egli ha scritto assieme ad un amico.

Fui tanto felice della visita affettuosa e riconoscente di questo giovane già affermato che guardava questo vecchio prete che l’aveva inserito nella splendida e sfortunata avventura di Radio Carpini.

Una volta ancora sono stato riconfermato nella convinzione che una comunità cristiana non può suonare solamente su una o al massimo due corde di violino, ma debba adoperare tutte le tastiere perché la comunità parrocchiale sia viva e feconda.

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