La genesi del “Coraggio”

Santifichiamo la Pasqua raccontando la genesi del “Coraggio“, il quindicinale cristiano gratuito destinato agli ospiti, i relatori, gli operatori sanitari ed i volontari ospedalieri delle strutture sanitarie di Mestre.

Racconta don Armando…

Qualche tempo fa ho incontrato un abitante della vecchia Carpenedo, che mi ha raccontato che la maggior parte delle case di Borgo Pezzana, la viuzza che porta dal Terraglio all’Auchan, sono state costruite con le pietre del vecchio campanile di San Marco, afflosciatosi su se stesso nel lontano 1902.

I tempi difficili hanno suggerito ad un imprenditore mestrino di recuperare le pietre della torre campanaria franata in piazza San Marco per costruire le casupole di Borgo Pezzana. A quel tempo non era ancora arrivato il consumismo!

Un’operazione del genere è stata fatta in accordo tra la San Vincenzo di Mestre e la redazione de “L’incontro”.

Con i resti di due progetti franati per motivi diversi si è cercato di costruire un qualcosa che si spera, seppur poveramente, possa resistere nel tempo. Alludo alla nascita di un nuovo periodico destinato ai degenti e operatori sanitari degli ospedali di Mestre: l’Angelo, Villa Salus, il Policlinico S. Marco e delle case di riposo di Santa Maria dei Battuti di via Spalti, di Santa Maria del Rosario, Anni Azzurri, Centro Nazaret e Contarini.

Progetti, personale, linea editoriale sono arrivati dai defunti “Coraggio” della S. Vincenzo, morto per carenza di giornalisti e “L’Angelo” deceduto per mancanza di collaborazione del personale religioso dell’ospedale all’Angelo e per la carenza di una valida rete di distribuzione.

I familiari dei “cari estinti” si sono uniti per dar vita al “Nuovo coraggio”.

Alla San Vincenzo è stata offerta la vecchia testata e alla redazione de “L’incontro”, la linea editoriale.

L’unione è piuttosto traballante e precaria, ma l’urgenza e la necessità di un supporto pastorale ad un’assistenza religiosa estremamente precaria era tale per cui parve giusto tentare.

Ora non mi resta che pregare ed augurarmi che “In nomine domini, procidamus in pacem” come reggono da un secolo le case di Borgo Pezzana speriamo che regga pure il nuovo periodico nato da due fallimenti!

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