Il tesoro del Patriarcato

Un paio di anni fa il Patriarca ha convocato a villa Visinoni di Zelarino, sede sia del nostro Vescovo che di alcuni uffici di Curia, tutti i responsabili delle strutture caritative e sociali esistenti nella nostra diocesi.

Nella prolusione all’incontro, che a suo dire si prefiggeva di far interloquire tra di loro questi enti, definì queste realtà come la “pala d’oro” della chiesa veneziana; essa infatti consiste in arredo sacro incastonato da pietre preziose, disegni e figure di valore inestimabile e che rappresenta una delle realtà più preziose della Basilica di San Marco.

Il definire così le opere della carità mi piacque assai, mi riportava alla scena in cui il diacono San Lorenzo, invitato dal prefetto romano a consegnare i tesori della chiesa, gli presentò una folla di poveri come la realtà più preziosa che la chiesa di quel tempo possedeva.

Ho sempre pensato che l’autentica ricchezza della chiesa, più delle splendide basiliche, i quadri degli artisti più famosi, le strutture più efficienti o gli arredi sacri, sono i poveri che ricorrono ad essa per essere aiutati e protetti.

Gli incontri previsti dal Patriarca non ebbero seguito, come sarebbe stato auspicabile, però gli enti caritativi fortunatamente, continuarono ad operare in silenzio, come sempre!

Qualche giorno fa la Caritas, ha pubblicato un opuscolo dal titolo “il tesoro di San Marco” con i dati essenziali degli organismi, strutture ed opere che la chiesa veneziana gestisce. Sono stato felice di annotare tanti nomi, tante attività e tante organizzazioni benefiche.

Veramente il Patriarcato possiede un vero “tesoro”. Sogno però che tutti i preti e fedeli si sentano responsabili di questa ricchezza autentica e siano impegnati a crescerla ed adeguarla ai tempi nuovi non lasciando che la gestiscano solamente pochi esperti, che lavorano solitari e dimenticati dai più!

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