Andiamo a cercare il terreno buono!

E’ venuto a trovarmi uno dei ragazzi dell’azione cattolica che avevo incontrato cinquant’anni fa a San Lorenzo. Ora vive a Bologna ma fino a un anno fa, quando la sua vecchia mamma era viva, veniva spesso a Mestre per farle compagnia.

Venne con la moglie, una cara signora buona ed intelligente, per “sbaraccare” la casa e per dire una preghiera sulla tomba dei propri morti che riposano nel nostro campo santo.

Mi fa sempre un piacere immenso incontrare questo caro ragazzo, perché gli è rimasto il volto sorridente di un tempo ormai molto lontano, lo stesso calore nel parlare, la stessa semplicità e soprattutto lo stesso entusiasmo per la vita e per le cose dello spirito.

Tante volte penso, perchè le infinite schiere di ragazzi, incontrati nella mia lunga vita, a scuola, nel patronato e nelle associazioni, e ai quali ho tentato di donar loro il meglio del mio animo e della mia umanità, me li ritrovo su tutte le sponde sociali, politiche e religiose?

Per fortuna, indipendentemente dalle posizioni che la vita li ha portati ad assumere, mi dimostrano sempre l’affetto, la stima di sempre, facendomi capire che tutto quello che ho tentato di donare loro non è andato perduto, ma anzi è rimasto parte cara e preziosa della loro vita.

Talvolta mi capita di fare la stessa constatazione anche per certi politici, anche se non sono proprio i vesilliferi del mondo cattolico, ma quando provengono dalle scuole di ispirazione cristiana, dai patronati e dalle nostre associazioni, mi pare che conservino sempre qualcosa di sano e di bello che hanno colto nella loro giovinezza passata vicino ai sacerdoti.

Io non mi ritengo per nulla un bravo educatore, né un esperto, né un prete di successo, però credo, o almeno mi illudo, di non aver lavorato per niente. La buona semente germoglia, fiorisce e fruttifica per una sua naturale vitalità, indipendentemente dalla nostra bravura.

Come vorrei dire ai giovani preti, ed anche a quelli meno giovani e vecchi, “Non accontentiamoci del gruppetto di ragazzi, mansueti e pallidi che vivono all’ombra del campanile, ma cerchiamo anche i più impenitenti e ribelli, anche loro, talvolta, in qualche parte del loro cuore hanno un po’ di terreno buono!”

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