Su Eluana la Chiesa ha ragione

Il dramma di Eluana, la giovane donna da 17 anni in stato vegetativo, è passato per la coscienza degli italiani come un tornado e come un tornado ha devastato gli animi portando disordine e rovina immane.

Io, sia ben chiaro, a scanso di equivoci, sono convinto che la Chiesa abbia ragione e che abbia torto il padre, i magistrati, che non so perché si sono sostituiti ancora una volta al potere legislativo del Parlamento, i politici che hanno tentato di strumentalizzare questo dramma umano per sperati vantaggi elettorali, il Capo di Stato che ha negato la firma al decreto legge, i fanatici contro e i fanatici pro.

Io, ancora una volta, ben cosciente di tirarmi addosso la riprovazione di una parte consistente dei miei concittadini, sono più che convinto che ogni atto umano debba essere chiamato col suo nome, non tentando mai di ingannare o ingannarsi con circonlocuzioni ipocrite.  La fine di Eluana non fa eccezione, pur concedendo le attenuanti, come sono tali tutti quei gesti disperati che per pietà si sopprimono mogli  o mariti o figli perché soffrono o per altri presunti motivi umanitari.

Tutta la sceneggiata, tutti i protocolli, tutti gli avvocati e tutti i medici hanno recitato una farsa per ingannare o per ingannarsi, ma che non nasconde per nulla la tragica realtà.

Ripeto, credo che abbia ragione la Chiesa perché, una volta presa questa china, ci saranno un miliardo di altri casi, simili o dissimili per arrivare allo stesso risultato. Per me la vita, qualsiasi vita, è sacra e mai è lecito fare qualcosa per spegnerla. Aggiungo che ho preso buona nota dei politici laici o cattolici che in questa questione non hanno tenuto presente il pensiero della Chiesa perché, anche se dovessi vivere altri mille anni, mai avranno il mio voto, anzi farò l’impossibile perché non l’abbiano anche da chi mi dimostra una qualche fiducia, perché qui non si tratta di politica, ma di vita e di civiltà!

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