Buoni per i fragili

Carissimi, più volte ho scritto di non aver alcun ruolo di responsabilità, sia per quanto riguarda la vita dei sette Centri don Vecchi che del nuovo Centro di Solidarietà Cristiana Papa Francesco aperto il sei giugno scorso. Però non posso e non riesco a non seguire ancora con attenzione e preoccupazione le attività alle quali la Comunità cristiana di Mestre ha dato vita in questi ultimi venti anni: cinquecentodieci alloggi per anziani in difficoltà ed ultimamente “l’ipermercato” Papa Francesco che ogni settimana aiuta ormai, oltre 3.500 concittadini che si trovano, per motivi più diversi, in disagio economico.

Per grazia di Dio mi pare che anche questa ultima iniziativa, posta in atto per distribuire generi alimentari, frutta e verdura, indumenti, mobili ed arredamento per la casa diventi ogni giorno più efficiente per raggiungere lo scopo per cui è nata: aiutare i poveri.

Però come pure scrissi già, ho l’impressione che mentre operai ed impiegati con basso reddito hanno giustamente capito ed approfittano di questa opportunità loro offerta, i più poveri invece, per limiti mentali o per acciacchi o per la loro vita isolata, o non conoscono ancora o non hanno neppure i pochi centesimi che necessariamente si chiedono per i costi di gestione.

Convinto come sempre che tutti, ma particolarmente i preti, hanno il dovere di fare la carità, e convinto pure che le parrocchie dovrebbero conoscere meglio di tutti i loro poveri, ho tentato, a livello personale, di offrire ogni mese a dieci parrocchie di Mestre, sempre diverse, un certo numero di “buoni acquisto” del valore di cinque euro perché li offrissero ai più bisognosi. Finora ho coperto il costo di questa operazione con i miei risparmi della pensione, con l’aiuto di qualche amico e con le elemosine della chiesa del cimitero, però ho constatato che i buoni che riesco a distribuire ogni mese sono troppo pochi.

Da qualche tempo stavo scervellandomi per provare una soluzione a questo problema, ora mi pare di averla trovata riflettendo sulle richieste di due parrocchie: quella di Tessera e quella del viale don Sturzo, che mi hanno richiesto anche loro di poter comprare un certo numero di questi “buoni acquisto” per aggiungerli a quelli che finora avevo donato io.

Questa soluzione mi pare veramente provvidenziale perché con pochi denari si può offrire un contributo serio e consistente ai poveri e perché essi, venendo a conoscenza di questa opportunità, possano avere quello che a loro serve.

Concludo invitando preti, concittadini, ed enti pubblici a mettere assieme le loro risorse per fare una carità, non pressoché simbolica, ma che invece riesca veramente a dare un aiuto reale a chi ha bisogno. Invito quindi tutti coloro che vogliono aderire a questo suggerimento a farsi avanti sperando poi che siano in molti, telefonando al mio cell. 3349741275 o a quello di suor Teresa 3382013238 per l’acquisto di suddetti buoni.

P.S.: abbiamo fatto stampare venticinquemila di questi buoni perciò ognuno ne può comperare quanti ne vuole.

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