Cose fatte, cose da fare

Penso che vi siano dei concittadini che abbiano interesse a conoscere in maniera più approfondita come si articola il nostro ipermercato della solidarietà. Questa migliore conoscenza può permettere a chi è interessato di offrire la propria collaborazione nel settore più consono alle proprie attitudini ed esperienze professionali. E anche un po’ a poterne parlare con miglior consapevolezza a chi può avere interesse ad approfondire questa esperienza assolutamente innovativa e forse unica nel campo della solidarietà.

La struttura dell’ipermercato, che dispone di 3500 metri quadrati di superficie, è sita in terreno di proprietà della Fondazione Carpinetum ed è stata concessa in comodato gratuito all’associazione del terzo settore “Il Prossimo”. Questa associazione di volontariato è ufficialmente riconosciuta dalla Regione come ente del terzo settore e ad essa aderiscono circa 130 volontari. La struttura è stata inaugurata il 5 giugno 2021 ed ha cominciato a funzionare fin dal giorno dopo.

L’associazione “Il Prossimo” è retta da un comitato direttivo di cinque membri composti da: Edoardo Rivola, presidente, don Gianni Antoniazzi, Andrea Groppo, suor Teresa Del Buffa come consiglieri, don Armando Trevisiol, membro onorario.

La struttura è composta da 5 reparti:

  1. Alimentari, con Gianni Bergamin, Alfio Paladini e Lucia Simionato;
  2. Frutta e verdura, con Eugenio Allemanno e Luca Guglielmi;
  3. Mobili con Federico Troi, Luciana Ribon e Daniele Vanin;
  4. Arredo per la casa con Bianca Semenzato, Miranda Zardo;
  5. Banco alimentare con Niccolò Mognato e Vittorino Marchiori;
  6. Vestiti, con Eddi Bobbo, Barbara Navarra e Anca Pricop.

Quasi tutti questi responsabili vengono da esperienze professionali pregresse. Il presidente Edoardo Rivola, direttore di agenzie del Banco San Marco, a motivo della mole di lavoro, a fine del 2021 ha scelto di aderire ad un fondo di prepensionamento (una recente legge lo permette), pur rimettendoci nella pensione, per dedicarsi totalmente alla guida del nostro Centro solidale.

Il Centro, che è ancora in fase di rodaggio, è aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 15 alle 18. Invece il settore “Banco alimentare”, che distribuisce generi alimentari a titolo assolutamente gratuito a circa 2600 utenti, è aperto assieme al settore frutta e verdura dalle 9 alle ore 12 di martedì e giovedì.
Mentre questo settore distribuisce i generi alimentari a titolo gratuito agli aventi diritto, perché rifornito da un Ente Statale, in tutti gli altri settori si punta a domandare solamente un modesto contributo per i notevoli costi di gestione.

Il rifornimento del settore alimentare è sostenuto dal dono dei generi in scadenza di molti ipermercati e mediante il Banco alimentare di Verona permettendo così alle aziende, che donano, di recuperare l’Iva.

I concittadini più poveri vengono aiutati in maniera totalmente gratuita, mediante dei “buoni acquisto”, che l’associazione il Prossimo mette a disposizione delle parrocchie di Mestre perché li distribuiscano ai parrocchiani in maggiori difficoltà economiche.

L’ipermercato è dotato di sei furgoni ed uno frigo, di celle frigorifere di congelazione e di tutte le strumentazioni necessarie per movimentare notevole quantità di materiale.

Attualmente il numero di utenti settimanali è di circa 3500.

I progetti per il futuro prevedono:

  1. Un aumento di superficie dell’Ipermercato, l’allargamento del bacino di affluenze costituito da ipermercati, aziende produttrici di generi di prima necessità;
  2. Ottenere una maggior collaborazione da parte del Comune, della Caritas, della Regione e delle parrocchie e di tutti gli enti che finora pare non si siano resi conto del notevole valore sociale di questa struttura di solidarietà, assolutamente innovativa ed attenta e rispettosa delle persone;
  3. La creazione di un centro di ascolto per una gestione più diretta alle persone maggiormente bisognose;
  4. Lo studio di soluzioni che scoraggino chi è tentato di approfittare, senza merito, di questa struttura pensata soprattutto per chi è in maggior difficoltà;
  5. La creazione di un centro studi per analizzare e trovare soluzioni sempre più adeguate alle nuove povertà e ad una collaborazione più seria con tutti gli enti benefici della nostra città.

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