Divina Provvidenza

Io mi reco il più frequentemente possibile al nostro ipermercato solidale. Lo faccio perché i volontari sappiano che il loro vecchio prete vuole loro bene, li ammira e li incita a dare il meglio di sé perché la povera gente che viene alla nostra struttura possa ottenere tutto quello di cui ha bisogno.

Spero che sia facilmente comprensibile che, a motivo della mia veneranda età, quasi 93 anni, non posso dare alcun aiuto a livello operativo. Infatti appena arrivo all’ipermercato cerco immediatamente la prima sedia che vedo disponibile per potermi sedere e quando ho fatto un rapido giretto nei reparti: generi alimentari, mobili, arredo per la casa ed abbigliamento, sono già stanco e cerco l’auto per tornarmene a casa!

Però non è proprio vero che non faccio proprio più niente per questa splendida impresa. Quello che posso fare, lo faccio con entusiasmo, gioia e riconoscenza al Signore che mi permette di poter fare ancora qualcosa per i poveri della nostra città, perché non mi limito soltanto a ringraziare ed incoraggiare i volontari, ma lo faccio pure con i benefattori e sarei felice di stare sveglio anche la notte se ne avessimo tanti quanti ne sognerei e sarebbe necessario!

A questo piccolo impegno mi do pure da fare e spendo quello che mi avanza dalla mia pensione ed inoltre impegno volentieri le offerte dei fedeli della mia “cattedrale tra i cipressi” per comprare quello che manca: farina, latte, caffè, pasta, zucchero…

Vi confesso poi che le cose dell’ipermercato vanno bene, fin troppo bene perché mi si riferisce che ogni settimana i “clienti” superano di molto il migliaio: un paio di giorni fa ho visto un servizio di Rai tre in cui l’obiettivo si è fermato a documentare una lunga fila di persone che attendeva il turno per entrare.

Quello che invece mi preoccupa è dove trovare chi ci offra i rifornimenti necessari. Dall’apertura, la Divina Provvidenza, magari all’ultimo momento, non ci ha comunque mai fatto mancare nulla.

A questo proposito vi confesso che da più di un mese ho preparato una lettera per presentare il nostro presidente Edoardo Rivola ai proprietari del “Super Lando” – il nuovo supermercato che ha aperto all’imbocco della tangenziale – per chiedere loro dei generi alimentari in scadenza. So che questa operazione benefica la fa già suddetto ipermercato perché mette i suddetti generi in offerta e questo va molto bene, però penso che solo noi siamo in grado di conoscere i veri poveri e perciò se ci donasse questi generi alimentari non più commerciabili penso che farebbe un’opera buona! Comunque terrò informati i nostri concittadini di come andrà a finire pure questa vicenda

P.S. Ho appena messo la firma su questo scritto quando qualcuno ha suonato il campanello della porta del mio appartamento e una signora che mi ha chiesto l’anonimato mi ha consegnato un’offerta di 5.000 euro per i poveri. Ho avuto la sensazione che fosse la Divina Provvidenza a tirarmi le orecchie per la mia poca fede nei suoi riguardi.

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