Un invito particolare

Il Consiglio di amministrazione della Fondazione Carpinetum, tramite la direzione dei Centri don Vecchi della quale è titolare la dottoressa Cristina Mazzucco, s’è dato molto da fare per portare alla conoscenza dei cittadini l’inaugurazione del settimo Centro don Vecchi in programma sabato 29 giugno alle ore 11 in località Arzeroni dove già sorgono il Don Vecchi 5 e il 6. Questo nuovo centro metterà altri 56 alloggi e 12 stanze “formula uno” già da subito a disposizione di persone che si trovano in difficoltà abitative.

Con questa inaugurazione la Fondazione Carpinetum, che gestisce i sette Centri don Vecchi, mette a disposizione in totale 508 alloggi per anziani di modeste condizioni economiche e di altre categorie di persone che attualmente si trovano in notevole disagio abitativo: padri e madri separati e famiglie in gravi difficoltà per motivi diversi.

So che si sono spediti molti inviti a tutte le persone particolarmente coinvolte nelle diverse problematiche delle vecchie e nuove povertà e che sono impegnate nel settore della solidarietà. So che son stati informati i giornali della città e le televisioni locali con comunicati stampa, perché chi si trova in disagio abitativo sappia di questa opportunità e chi invece dispone di mezzi economici possa concorrere a questa splendida impresa di carattere solidale, quanto mai innovativa e rispondente alla sensibilità odierna.

Le strutture della Fondazione Carpinetum sono di certo più simili ai residence di pregio che alle case di riposo e sono supportate da una dottrina che esalta l’autonomia, la solidarietà e che tende con ogni mezzo a far sì che le persone rimangano autonome fino alla fine dei loro giorni, pur potendo esse contare su una “protezione” anche se leggera, ma sicura e affidabile, che le rende più serene.

Mi piace, inoltre, aggiungere che il costo di suddetti alloggi si rifà assolutamente a criteri di solidarietà, motivo per cui siamo sicuri che non c’è nella nostra Regione alcun ente in grado di offrire alloggi il cui “costo” sia inferiore a quello richiesto dalla Fondazione per i Centri don Vecchi.

Vengo alla conclusione di questo discorso, che è poi il motivo di fondo che mi ha spinto a scrivere queste righe. In questi ultimi trent’anni, che racchiudono la bella storia di questa splendida impresa di carattere solidale, sono stati innumerevoli i cittadini che mi hanno messo a disposizione i fondi che sono serviti per queste realizzazioni. Perciò desidererei quanto mai che fossero moltissimi i concittadini che partecipano a questa inaugurazione agli Arzeroni perché possano vedere con i propri occhi dove sono andate a finire le loro offerte più o meno consistenti e avessero pertanto la prova tangibile che la loro “carità” è stata amministrata in maniera seria, trasparente ed intelligente.

Questi cittadini possono dunque continuare a fidarsi di questo povero e vecchio prete e di tutti coloro che hanno fatto propri i suoi sogni e li stanno realizzando con tanto coraggio e grande generosità.


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