Da “CAMMINARE INSIEME” – 22 aprile 2018

Da CAMMINARE INSIEME – 22 aprile 2018
periodico dell’unità pastorale di Eraclea e di Ca’Turcata

Di interessante si trovano nel periodico le istruzioni per il grest (11 luglio – 27 agosto) per i ragazzi delle elementari e le medie con iscrizioni e costi relativi – un doposcuola dal 30 luglio al 10 agosto per i ragazzi delle elementari e medie – il bilancio parrocchiale del 2017 e la festa di san Marco denominata “Festa della liberazione e della riconciliazione”. con cerimonia in piazza e santa messa in chiesa alle 9.30 – Festa della mamma con messa e pranzo.

Infine riporto il commento al vangelo che mi pare interessante.

don Armando

NOTIZIARIO: ANNO 10° N. 21 – 22 aprile 2018 – 4* Domenica di Pasqua 2018

Io sono il buon pastore (Gv 10,14)

La liturgia odierna presenta Gesù come “buon pastore” che spontaneamente offre la sua vita per le pecore, a differenza di tutti gli altri, semplici “mercenari” che badano a sé (vangelo). Per questo “non vi è, sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati” (1a lettura). Grazie a lui, già fin d’ora siamo figli di Dio, anche se la realtà apparirà tale nel giorno dell’incontro definitivo col Signore (2a lettura). L’evangelista Giovanni mette al centro di questa immagine il dono della vita. Gesù, diversamente da quanti pretendono chiamarsi guide, ha come fondamentale obiettivo non la salvezza della propria vita, ma quella degli altri: per la loro redenzione impegna tutto se stesso. Pone così il criterio per distinguere i veri dai falsi pastori: la disponibilità agli altri. Il pastore buono assume liberamente il suo destino, non condizionato da mode o entusiasmi momentanei. La sua attività non si limita ai vicini o alle persone gradite: vuole raggiungere tutti.

Noi siamo chiamati, per grazia, a diventare partecipi della realtà di Gesù, buon Pastore. Lo saremo nella misura in cui anche la nostra vita diventa “sacrificata”, “offerta”, “data”. Cerchiamo nella settimana, che oggi inizia, di essere dono per chi incontriamo. Santa Madre Teresa di Calcutta ci ricordava che tutto il nostro essere cristiani si riassume in cinque paroline: Lo-avete-fatto-a-me. Essere dono perché l’altro è una presenza di Gesù e quello che io, consapevolmente o meno, faccio al prossimo, Gesù lo ritiene fatto a sé.

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