Da “UNA VOCE NELLA RIVIERA” – 22 aprile 2018

Da UNA VOCE NELLA RIVIERA – 22 aprile 2018
settimanale dell’unità pastorale delle parrocchie del Sacro Cuore di Gesù di Ca’ Sabbioni e di San Pietro in Bosco e Santa Maddalena di Oriago

Mi permetto di dire una volta ancora che questo settimanale è di certo uno dei cinque-sei che tutti i parroci dovrebbero sempre leggere per imparare lo stile con il quale rivolgersi ai propri parrocchiani e i contenuti da tentare di trasmettere loro. Con questo non dico che si dovrebbe copiare, ma confrontarsi certamente si.

Il parroco don Cristiano scrive ogni settimana questa rubrica “Pensieri in libertà” che è di certo il pezzo più pregevole del periodico. Ebbene un tempo tenevo anch’io una rubrica del genere sul mio settimanale, ma lo stile, gli argomenti, il modo di porgersi, il linguaggio, erano decisamente diversi. Cosa che farei anche oggi, però affermo che mi è utile leggere i pensieri di don Cristiano anche se hanno un misticismo, un tono sommesso, una lettura squisitamente mistica della vita, tutte cose da cui io ero e sono lontano mille miglia dal farmi sentire.

Ribadisco questi concetti nella speranza che prima o poi ci sia chi voglia “crescere” confrontandosi con gli altri.

Segnalo poi l’articolo “Gioiosamente verso la comunione” di Consuelo Pesce perché mi pare che il modo di affrontare il sacramento della comunione abbia un tocco di originalità

Segnalo ancora queste esperienze: il “Bocolo” per la Caritas, il pranzo a Ca’ Sabbioni.

don Armando

Lungo il fiume

Pensieri in libertà di un Parroco della Riviera
di don Cristiano Bobbo

18 marzo
Silenzio
M’accorgo subito, fin dal primo risveglio, che oggi è domenica. È, infatti, fra tutti i giorni che compongono la settimana, quello che si presenta con una buona scorta di silenzio diffuso che si protrae durante le prime ore della giornata. Spostandomi a piedi, da una chiesa all’altra di Oriago, m’imbatto nelle rare auto che circolano per qualche necessità ma, tutto intorno, regna il silenzio! Alla stessa ora, domani, trovandomi in chiesa a pregare, pur nell’assenza di altre persone, il silenzio non sarà più lo stesso. Certo, esiste un rumore di fondo, proprio di una civiltà delle macchine com’è la nostra che si percepisce maggiormente nei giorni lavorativi. Ma ciò che è cresciuto in modo esponenziale è il fracasso, assordante e destinato a ferire udito e cervello, a impedire silenzio e riflessione, a ostacolare la pacatezza e l’armonia, sepolte sotto una valanga di rumori. A resistere all’assedio sembra essere rimasta soltanto questa circoscritta cittadella della domenica, tanto quanto basta per non smarrire completamente l’essenzialità di una dimensione insostituibile per la nostra esistenza.

21 marzo
Sotto i nostri piedi
Quella di questa sera è stata l’ultima di un ciclo di meditazioni che ho tenuto nel corso della Quaresima per le nostre parrocchie. La sede è stata ogni volta diversa e così pure gli orari per permettere a tutti di poter partecipare almeno una volta in base agli impegni. Non so ancora valutarne il riscontro effettivo, ma, per quanto mi riguarda, sono state delle occasioni propizie per la meditazione personale e le applicazioni nella mia vita a partire dai brani della Sacra Scrittura oggetto della riflessione. In uno dei primi incontri una persona mi ha detto che non pensava fosse così semplice comprendere le realtà profonde. Ed è vero! Perché siamo noi a complicare le cose mentre, in realtà, Dio è semplice, non gioca a nascondersi, vuole farsi trovare. Quello del ritornare in se stessi, nella propria interiorità è, pertanto, l’esercizio necessario in tutti i tempi e a tutte le latitudini, ma decisamente indispensabile nei nostri giorni così spesso protesi verso l’esteriorità, la superficialità, la banalità, le apparenze. Basta scavare un po’ nel terreno, proprio sotto i nostri piedi! A volte può essere anche molto faticoso perché bisogna scavare in noi stessi, sotto le incrostazioni delle abitudini e forse dei vizi ormai consolidati. L’esercizio della meditazione è un po’ come scavare in profondità per scoprire la sorgente viva di moralità, di sapienza, di coerenza, di amore e di verità. La Quaresima cristiana ha anche questo scopo: ricondurci a quell’anima che avevamo dimenticato, rendendola asfittica, coprendola di cose, spegnendone la voce. Quella voce che richiama, anche se a volte è attutita da quello strato di indifferenza e superficialità che è sotto i nostri piedi…

23 marzo
La strada della dignità
Oltre cinquecento persone di ogni età si sono date appuntamento, questa sera, per seguire la Via della Croce lungo le strade del nostro paese. La pietà popolare legata ai riti della Quaresima ci consegna ancora una volta un itinerario spirituale sulle orme di Gesù. Sono orme di sangue, dì sofferenza, di abbandono, di solitudine, di spogliazione, di povertà. Eppure questa strada di dolore rimane pur sempre una strada di dignità. Ascoltando i commenti alle varie stazioni preparati dai gruppi delle nostre parrocchie, mi convincevo sempre più che questa pratica raccomandata dalla Chiesa fosse anche per i nostri giorni un invito potente a conservare la dignità interiore, quella sola che rimane anche quando tutto il resto può esserci sottratto, quella sola che impedisce di sacrificare il rispetto dovuto a se stessi per poter ottenere un po’ più di carriera o una posizione accanto a chi conta. Se Gesù avesse lasciato aperto il varco all’ambizione o all’interesse, si sarebbe assicurato il favore e l’approvazione dei potenti di turno e avrebbe certamente evitato il supplizio della croce. I cristiani probabilmente sono più deboli del loro maestro, sbagliano continuamente e a volte non sono credibili con il loro comportamento. Ma questa sera hanno voluto testimoniare pubblicamente che nella vita si può anche perdere tutto ma nessuno potrà togliere la dignità di figli di Dio senza la quale, allora, si diventa pronti a tutto, a umiliarsi, a calpestare le proprie convinzioni, a strisciare e a farsi tappeto di fronte a chi può assicurarti quella promozione o quell’attestato di gloria ben misera. La luce della Pasqua ormai vicina, ci soccorre fin da questo momento per non lasciarci vincere dal potere delle tenebre.

Gioiosamente verso la Comunione
di Consuelo Pesce

Sabato 14 Aprile, noi catechiste di 4a elementare con don Gianluca e 64 bambini abbiamo vissuto il ritiro in preparazione alla Prima Comunione. Dal mattino fino a metà pomeriggio siamo stati insieme con i nostri bimbi per trascorrere momenti di gioco e di preghiera. Coadiuvati dal bellissimo luogo che ci ha ospitati, “Casa spirituale La Madonnina” di Fiesso d’Artico e da Marzia che è colei che ci abita e la gestisce, abbiamo iniziato il nostro ritiro dedicando la mattinata a dei laboratori. Divisi in gruppi abbiamo parlato e lavorato su varie tematiche. “Gesù ci insegna ad amare”: a partire dal testo del comandamento sull’amore, i ragazzi hanno inscritto in un cuore un momento in cui hanno ricevuto questo amore o un’esperienza in cui invece lo hanno donato. “Gesù ci insegna a servire”: dopo la lettura di un testo del Vangelo, ogni bimbo dentro un grembiule bianco ha scritto un servizio che si impegna a compiere nelle prossime settimane. “Gesù ci insegna a perdonare”: i bambini hanno riportato all’interno di un disegno raffigurante un pacco regalo la preghiera con cui chiedere a Gesù la forza di perdonare o ringraziarlo per aver dato loro questa forza. Dopo tanto lavoro, tutti a mangiare in compagnia… una chiassosa compagnia! Poi i bambini tutti insieme hanno partecipato ad un grande gioco sul campo dove hanno corso e riso. Sempre a gruppi i bambini dovevano rispondere a delle domande e conquistare delle tessere… le tessere di un puzzle che si è potuto ricostruire solo quando tutti i gruppi si sono riuniti e hanno messo in comunione le loro tessere scoprendo il disegno che il puzzle rappresentava: l’Ultima Cena, l’occasione in cui Gesù ha istituito l’Eucarestia.

Il tema dell’ultimo laboratorio della giornata, “Gesù ci insegna ad essere pane spezzato per gli altri”, ci ha portato in silenzio e preghiera all’ultima parte della nostra esperienza: l’adorazione eucaristica. Al termine tutti noi con i genitori uniti in cerchio in mezzo al prato ci siamo salutati dopo aver ricevuto la benedizione da don Cristiano. Cosa ci resta di questa giornata? A noi le grida gioiose di tante creature illuminate dal sole, e a loro speriamo resti che… fare la comunione è amare come Gesù ci ha amato, è imitare Gesù che si è fatto servo per noi, è ricevere il perdono di Dio per distribuirlo attorno a noi, è diventare dono per gli altri ricevendo l’Eucaristia, così come pane e vino diventano sull’altare Corpo spezzato e Sangue versato di Gesù che si dona a noi.

IL “BÒCOLO” PER LA CARITAS

Nella ricorrenza della festa del patrono San Marco, il 25 Aprile, la tradizione vuole che ogni innamorato regali alla sua amata un bocciolo di rosa rossa. Per i veneziani questa è una festa tradizionale molto sentita, legata ad una leggenda d’amore, ma può rappresentare un gentile “pensiero” verso quelle persone alle quali si è affettuosamente riconoscenti. In questo giorno, pertanto, i volontari del gruppo Caritas della Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù saranno presenti con il tradizionale “bòcolo” di rosa rossa dalle ore 8.00 alle ore 12.30 presso il patronato della parrocchia del Sacro Cuore di Gesù a Ca’ Sabbioni l’edicola e panificio “Bazan” di Via Colombara l’oratorio del Sacro Cuore di Gesù in Via Ca’ Rubaldi.
Il ricavato dell’iniziativa sarà devoluto ad opere di bene.
illumini sempre con la sua protezione!

PRANZO A CA’ SABBIONI

È proprio il caso di dire che ogni occasione è buona per trovarsi insieme e vivere un sereno momento di festa con amici vecchi e nuovi. E, questa volta, l’opportunità è data dalla prossima Festa della mamma che quest’anno si celebra Domenica 13 Maggio: in questa circostanza è fissato un pranzo speciale nella sala del patronato della Parrocchia di Ca’ Sabbioni aperto a tutti coloro che desiderano parteciparvi. Il menù prevede: aperitivo – primo: risotto con asparagi – secondo: porchetta con contorno – formaggio, macedonia con gelato, caffè corretto, acqua e vino. La quota di partecipazione è di 18.00. Le iscrizioni si ricevono entro e non oltre il 6 maggio con l’anticipo di € 13,00 fino ad esaurimento posti disponibili.

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