Da ”SAN NICOLÒ E SAN MARCO” – 15 aprile 2018

Da SAN NICOLÒ E SAN MARCO – 15 aprile 2018
settimanale della comunità cristiana di Mira

Molto bello, ma soprattutto puntuale, il concetto di santità “senza aureola” espresso dal Pontefice e che don Gino ha scelto, quasi come didascalia della foto di Papa Francesco.

Nella rubrica “Appunti di don Gino” è toccante il messaggio che il parroco rivolge a due adolescenti che stanno per ricevere la cresima e che hanno perso la loro madre prima che essi facessero questa scelta di fede che ella aveva loro proposto con convinzione materna.

La seconda riflessione è dedicata alla Via crucis fatta il venerdì santo per le vie del paese.

Interessante e lodevole è pure l’invito ad unirsi ad una suora della parrocchia per visitare almeno una volta alla settimana gli anziani ospiti della nuova Casa di riposo di Mira.

Il resto della 4^ facciata è dedicato agli eventi parrocchiali che sono molteplici ed espressione della vivacità religiosa di questa parrocchia.

don Armando

“GAUDETE ET EXSULTATE”
Da Papa Francesco l’Esortazione Apostolica sulla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo.

Non ci sono solo i Santi canonizzati e beatificati, c’è la santità del Popolo paziente: i genitori che crescono con tanto amore i figli, gli uomini e le donne che lavorano per portare il pane a casa, gli ammalati, le religiose anziane che continuano a sorridere.

Tutti siamo chiamati ad essere santi, vivendo con amore e offrendo la nostra testimonianza nelle occupazioni di ogni giorno, lì dove ciascuno si trova e opera.

Il santo è capace di vivere con gioia e senso dell’umorismo; illumina con spirito positivo e ricco di speranza.

I santi ci invitano ad uscire dalla mediocrità.

Appunti… di don Gino

A EMMA E MATTEO
Cari amici, la vostra mamma Ketty desiderava potervi accompagnare alla vostra Cresima. Non ce l’ha fatta. Il male che portava dentro di sé è stato più forte di lei. Questo è per voi, e anche per noi, una ferita profonda che vi fa sperimentare quanto sia forte il dolore della malattia e della morte che ora vi privano della presenza più bella della vostra vita, in un momento nel quale il Signore vuole donarvi il suo Amore e confermare in voi il dono del Battesimo con il quale ha promesso di amarvi per sempre. Anche in questo momento di grande dolore il Signore vi ama e per questo vi dona il suo Spirito che è il suo Amore per sempre. Non è facile capirlo. Forse qualcosa si può intuire mettendoci di fronte alla sua croce. Lui ha scelto dì donare la sua vita per noi e la sua Pasqua è promessa di una vita nuova. La vostra mamma la potete “vedere” per l’ultima volta in quell’abbraccio dove vi siete rifugiati infinite volte cercando amore e tenerezza. L’abbraccio di Gesù sulla croce non è tanto diverso dall’abbraccio di una mamma. Anche la vostra mamma dona la sua vita per voi, lo ha fatto portandovi nel suo grembo ; e generandovi alla vita. Lo fa anche ora che è nel mistero dell’amore di Dio. La vostra famiglia, prima di tutto il vostro papà Davide, che condivide con voi questo grande dolore, vi abbraccia con tanto affetto. Anche la nostra grande famiglia dove incontrate il Signore e imparate ad amarlo e a seguirlo, vi è vicina in questo momento difficile e doloroso, vi sostiene con un grande affetto e con una preghiera che vorrebbe potervi accompagnare sempre. Siate sereni. Il giorno della vostra Cresima ci sarà per voi una preghiera speciale e un abbraccio forte, forte. Voi non fateci mancare la bellezza dei vostri 12 anni e soprattutto il vostro sorriso bello, sereno e pulito: ci ricorderà sempre il sorriso della vostra mamma che non è mai mancato neanche nella fatica della sua lunga malattia, perché lei l’ha vissuta ogni giorno nella preghiera con la quale si è fidata e affidata al Signore e il Signore le ha donato tanta forza e tanta serenità.

PORTARE LA CROCE
La sera del Venerdì Santo abbiamo portato la croce di Gesù. Eravamo in tanti ed è stato bello. Perchè la croce è grande e pesante. Uno da solo non ce la fa a portarla. Il buio della notte è stato illuminato dalle fiaccole e da tante piccole luci. La croce priva della luce della gioia e della serenità. Tutto questo per ricordare la morte di Gesù in croce, ma soprattutto per non dimenticarci che le croci della sofferenza hanno bisogno di essere sostenute da più braccia e illuminate dalla luce di un po’ d’amore. Nella nostra vita non mancano il dolore, prove, preoccupazioni, sospensioni, dubbi e quanto vorremmo trasformarli in pace, speranza, luce per noi e per gli altri. Come fare? Credendo che Gesù vuole accompagnarci: ha accettato di sperimentare come noi il tunnel del dolore e per la Sua fiducia incrollabile nell’amore di Dio Padre, ha superato questo immenso dolore riaffidandosi a Lui e da Lui ha ricevuto nuova vita: la risurrezione: Questa è la fede della Pasqua. Portando insieme la croce non perdiamo mai questa fede e questa speranza.

LA CASA DI RIPOSO
La nuova casa di riposo di Mira, in via Boldani, è attiva da parecchi mesi e ospita più di una quarantina di persone anziane. Suor Chiara, già da parecchio tempo, ha deciso di dedicare a queste persone un po’ di tempo, per dialogare e pregare con loro. Per questo, ogni Venerdì dalle 16.00 in poi si reca a trovarle e fa appello alla nostra comunità perchè chi desiderasse compiere questo gesto di affetto e di amabilità verso gli anziani, possa unirsi a lei e formare un piccolo gruppo che si dedica a questo. Invitiamo allora chi ha del tempo a disposizione di prendere contatto con suor Chiara e di accordarsi con lei per compiere questa visita settimanale.

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