Da “VITA PARROCCHIALE” – 8 aprile 2018

Da “VITA PARROCCHIALE” – 8 aprile 2018
settimanale della parrocchia di Santa Maria del Carmelo di via Terraglio

Mi pare opportuno segnalare l’articolo dedicato ad una pia pratica che un tempo aveva un impatto sul sentimento religioso della nostra gente, ma che oggi è pressoché sconosciuta o ignorata anche dai fedeli praticanti, ossia il suono delle campane al mattino, a mezzogiorno e alla sera, suono che invita i cristiani alla preghiera. Questa pia pratica è stata denominata dalla tradizione come “L’Angelus”. Credo che sia quanto mai opportuno recuperare e salvare dall’oblio certe pratiche religiose che possono dare qualcosa anche all’uomo di oggi.

don Armando

Angelus Domini

E’ la popolare devozione mariana compiuta al suono delle campane al mattino, a mezzogiorno e al tramonto. Si compone di tre versetti evangelici a commento dell’incarnazione, intercalati dall’Ave Maria e conclusi da una orazione. Nella forma attuale si trova per la prima volta in un libro di preghiere mariane pubblicato sotto Pio V nella seconda metà del secolo XVI. Gli inizi risalgono al secolo XIII come invito alla preghiera dell’Ave Maria per l’ora del tramonto, quando, secondo una tradizione popolare, sarebbe avvenuto l’annuncio dell’angelo. Seguì il saluto al suono delle campane del mattino e quindi del mezzogiorno. La motivazione e la forma della preghiera nei tre tempi della giornata hanno subito modifiche lungo il corso dei secoli. Dotata di indulgenze da vari papi, ha conosciuto un’ulteriore diffusione da quando papa Giovanni XXIIII iniziò a recitarla dalla finestra del palazzo apostolico come preghiera della famiglia cristiana in giorno di domenica.

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