Da ”SAN NICOLÒ E SAN MARCO” – 1 aprile 2018

Da ”SAN NICOLÒ E SAN MARCO” – 1 aprile 2018
settimanale della comunità cristiana di Mira

Chi non avesse mai preso in mano questo periodico o non avesse mai letto questa rassegna stampa on-line nei suoi riguardi, ricordi che questo foglio parrocchiale esce ogni settimana con il suo volto ordinato e pulito e il discorso che fa è sempre inquadrato dalla stessa cornice.

La prima facciata offre l’immagine del Risorto con una didascalia incisiva colta da qualche pensatore di valore. La seconda facciata riporta, sempre con la stessa misura, un brano di un discorso del Papa, che questa settimana riguarda il mondo giovanile. La terza facciata è dedicata a tre riflessioni semplici ma dal respiro umano del respiro umano del parroco, di cui la prima è dedicata alla Pasqua, la seconda alla tenerezza e la terza ai giovani.

In verità penso che il periodico dovrebbe perlomeno raddoppiare il numero delle pagine per poter offrire spazio alla proposta cristiana, ad una lettura da un punto di vista evangelico della vita e ai contributi dei parrocchiani. Speriamo!

L’ultima pagina è dedicata alla cronaca e agli appuntamenti: una pagina densa e con caratteri minuti per farci star dentro molte notizie. Segnalo quella che inform sul contributo offerto ad un comunità della Romania. Ogni parrocchia della nostra vecchia Europa dovrebbe farsi carico di altre comunità cristiane in disagio.

Infine si apprende che il Patriarca fa gli auguri a don Gino per i suoi settant’anni (e pensare che io continuo a pensarlo come uno dei giovani preti!).

don Armando

Appunti… di don Gino Cicutto

BUONA PASQUA

Il biglietto d’auguri per la Buona Pasqua lo prendo dal mandorlo del giardino della canonica. Ha cominciato a fiorire sotto la nevicata della scorsa settimana e pareva che il freddo di questa strana primavera che stenta a scaldare l’aria potesse averne bloccato la fioritura, e invece, in questi giorni è un’esplosione di colori che lasciano a bocca aperta. Ho visto tanti ragazzi estrarre il cellulare dalla tasca e fotografarlo, tanto è bello e gioioso. La primavera è sempre cosi; è la vita che rinasce, è la forza dei colori che sconfigge il grigiore dell’inverno. La Pasqua del Signore è cosi. Viene ad annunciare una vita nuova, una possibilità nuova, la vittoria della vita sulla morte, del bene sul male, dell’amore sull’odio, della verità sulla falsità, della gioia sulla tristezza. Vedendo i ragazzini fotografare Il mandorlo fiorito, mi sono chiesto se, come comunità cristiana, siamo capaci, in questi giorni di Pasqua, di far vedere uno spettacolo bello, di testimoniare una fede giovane e convinta, di compiere gesti nuovi che sconfiggano il grigiore delle abitudini e della ripetitività. Pasqua è un giorno nuovo, perché il Signore Gesù è Risorto. E’ lui come una primavera nella Chiesa e nel mondo. Buona Pasqua a chi saprà mostrare questa verità. Buona Pasqua a chi non ha perso la nostalgia di un mandorlo fiorito.

LA TENEREZZA

La lettura della Passione nella domenica delle Palme comincia con un gesto di grande tenerezza: durante la cena a Betania, una donna entra e offre al Signore il suo vaso di profumo. L’evangelista Giovanni aggiunge un particolare al racconto: tutta la casa si riempie del profumo del nardo, anche se qualcuno ha da ridire su questo gesto di fede e di amore. E’ sempre cosi: o c’è la tenerezza o ci sono gli affari. La prima è il segno dell’amore e della gratuità; i secondi sono solo calcolo e Interesse. E’ dal profumo che si scoprono: fi dove c’è profumo di bellezza, di gioia, di sensibilità, siamo sicuri che c’è amore; ed è bello che la passione del Signore cominci con questo gesto d’amore, di questa donna semplice che anticipa il dono della vita di Gesù per tutti. Dove mancano questi atteggiamenti del cuore, il profumo è sostituito dalla puzza che è sempre puzza di morte.

GIOVANI GIOIOSI

“Un giovane gioioso è difficile da manipolare”: affermazione di Papa Francesco nella domenica delle Palme, preludio della Giornata mondiale della Gioventù. E’ un’affermazione forte che fa pensare e ci fa chiedere se i nostri giovani siano gioiosi, felici e perciò diffìcili da manipolare dalle mode e dalle tendenze del nostro tempo. Ci fa chiedere anche se noi adulti siamo capaci di trasmettere gioia e di far cogliere la bellezza della vita, nonostante le sue difficoltà e le sue incertezze che pesano sulle spalle di tante famiglie. Ci fa chiedere a noi preti se siamo ancora capaci di trasmettere la gioia del Vangelo. Ma, per onestà, fa chiedere ad ogni giovane, magari guardandosi allo specchio: sono un giovane gioioso, perchè il mio cuore è gioioso?

CORRISPONDENZA DALLA ROMANIA

Carissimo don Gino e gruppo caritas, un grazie grande per l’aiuto che continuate a dare alla nostra missione di Oteleni, dove continuiamo a dare lo spazio per la scuola materna del paese, accogliendo anche i ragazzi per il catechismo e per incontri formativi e ricreativi. Aiutiamo anche delle famiglie bisognose con medicine, fatture, vestiario, alimenti e legna per l’inverno (quest’anno abbiamo toccato i 20 gradi sotto zero). Ai bambini di Mira che ogni anno donano gioia ai loro amici di Oteleni, auguriamo una santa Pasqua di pace, serenità e di benedizioni del Risorto. Con affetto riconoscente suor Amabilis e sorelle della Comunità di Oteleni

CORRISPONDENZA DAL PATRIARCA

Carissimo don Gino, mi unisco alle comunità della Collaborazione pastorale di s. Nicolò e s. Marco di Mira che festeggiano il tuo 70° compleanno. Settant’anni sono davvero un dono grande del Signore. Stai entrando nella stagione della piena maturità umana e sacerdotale, una stagione ricca dell’esperienza di una vita ormai non più brevissima. E questo permette al prete e all’uomo di dare veramente il meglio di sé in termini di saggezza, ossia di un amore che sa darsi nella verità. Il prete, in modo particolare se parroco, è veramente uomo di tutti e di ciò ricevi chiara testimonianza quando chi hai accompagnato nei momenti lieti e tristi della vita, desidera esprimerti il suo grazie. (…) Carissimo don Gino, ti affido alla protezione della Vergine Immacolata, Madre di tutti i sacerdoti, e con affetto ti benedico insieme a coloro che oggi sono in festa con te.

Francesco Patriarca.

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