Da “COMUNITÀ E SERVIZIO” – 11 febbraio 2018

Da “COMUNITÀ E SERVIZIO” – 11 febbraio 2018
settimanale della parrocchia San Giuseppe di viale San Marco

Il foglio, come sempre, si presenta equilibrato tra articoli di apprendimento e quelli che offrono notizie per la partecipazione dei fedeli alla vita liturgica e parrocchiale. Il periodico è certamente uno dei più intelligenti ed offre quanto di meglio può offrire oggi una comunità cristiana.

Segnalo l’articolo sulla “mala informazione” che rappresenta uno dei più diffusi e insidiosi vizi del nostro tempo. Segnalo pure l’articolo col quale si presenta il meglio di “Gente Veneta”, il giornale della Diocesi.

Per quanto riguarda “La Giovannina”, ossia la pagina degli appuntamenti, segnalo il ritiro spirituale aperto a tutti i responsabili delle tre parrocchie che compongono l’unità pastorale.

don Armando

FAKE NEWS & MALA INFORMAZIONE

Da tempo sentiamo parlare di «fake news». Si tratta di un termine inglese che letteralmente significa «notizie false» e si riferisce alle informazioni non vere, inventate, ingannevoli o distorte, diffuse essenzialmente via internet tramite i social. I motivi della loro diffusione sono i più vari. Nei casi più fortunati vengono pubblicate per scherzo, oppure – evenienza più grave – con lo scopo di influenzare i giudizi di chi le legge.

Essendo delle autentiche notizie false, con un po’ di buon senso oppure con qualche ricerca dettagliata nella maggior parte dei casi possono essere scoperte.

A mio avviso nel campo della comunicazione siamo vittime, spesso inconsapevolmente, di un fenomeno molto più subdolo e pericoloso, perché interessa molte delle notizie che ci vengono proposte quotidianamente dai mezzi di comunicazione di massa come i TG e i giornali. Rimanendo nella terminologia inglese, questo fenomeno potrebbe essere coniato con il nuovo termine: «trae mislea-ding news» (notizie vere ingannevoli), cioè notizie vere ma diffuse in maniera parziale ed elaborate dagli specialisti dell’informazione per guidare il pubblico alle conclusioni desiderate.

Dobbiamo renderci conto che l’informazione è pilotata dai poteri forti, in alcuni casi i poteri forti ne sono addirittura proprietari, per cui è pura utopia pensare all’imparzialità di quanto ci viene trasmesso. Ovviamente il mezzo di comunicazione di parte diffonderà le notizie filtrate e confezionate opportunamente, per esaltare gli aspetti favorevoli a raccogliere consensi per il proprio «compiacente», oppure in una forma negativa per mettere in cattiva luce un antagonista.

Altro esempio di mala informazione? Quando c’è l’interesse a generare consenso su provvedimenti pianificati che potrebbero risultare impopolari, i mezzi di comunicazione compiacenti iniziano molto prima a moltiplicare «casualmente» notizie su quell’argomento, portandoci lentamente ed inconsciamente a sentire l’esigenza di accettare con favore l’inevitabilità di quel provvedimento.

Un altro modo per condizionare il parere del pubblico sono le interviste che ci vengono presentate: ma come essere sicuri che quello che vediamo e che ascoltiamo sia l’autentica trasparente espressione della collettività e non invece il risultato di una selezione che lascia passare solo le parti convenienti? Inutile illuderci, non sapremo mai la completa verità. Un famoso politico, scomparso da non molti anni, diceva che «a pensare male si fa peccato, ma si indovina» e visto che era ben inserito nell’ambiente almeno in parte possiamo credergli.

Come difenderci? Difficilissimo, ma almeno proviamo. Non facciamoci influenzare dall’effetto immediato dell’annuncio, impariamo a riflettere, a ragionare con la nostra testa, a giudicare con obiettività. Ricordiamoci che ci può sempre essere il trucco e che il prestigiatore con il quale abbiamo a che fare è abilissimo a non farlo scoprire.

RZ

CHE COSA LEGGEREMO IN GENTE VENETA?

Quattro-cinque appartamenti per i senza dimora sulla via dell’autonomia, anche segnalati dalla Caritas. E più informazioni a disposizione degli operatori della carità.

Sono alcune proposte e azioni del Comune di Venezia, uscite da un incontro con la Caritas diocesana. Sì apre così un nuovo “patto”per i più fragili del territorio. Ne parla il nuovo numero di Gente Veneta in cui, tra l’altro, si può trovare:

1- In confessionale da 60 anni. Il cappuccino padre Ruffino racconta la sua vita da penitenziere e la sua storia di vocazione, iniziata con un robusto “no”.

2- Chimica, crisi finita». Lo dice un sindacalista Cisl: dopo dieci anni non c’è più finalmente, nel Veneziano, alcuna azienda del settore in crisi. E le aziende hanno ripreso ad assumere.

3- Cecilia, una 28enne veneziana, racconta come l’evangelizzazione di strada le abbia cambiato la vita. E sabato di Carnevale, a Rialto, ripeterà l’esperienza di Annuncio.

IL RITIRO SPIRITUALE NELLA COLLABORAZIONE PASTORALE

Nella sua durata dì quaranta giorni la quaresima ricorda i quarant’anni del popolo nel deserto in cammino verso la terra promessa e ancor di più i quaranta giorni vissuti da Gesù nel deserto: un tempo di ascolto più profondo della parola di Dio, di conversione a Lui nella preghiera, di revisione di vita e di ricerca dell ‘essenziale. Il ritiro spirituale della comunità serve ad «intonare» il tempo della quaresima, offrendo un momento prolungato di silenzio orante. Per questo motivo viene proposto il 18 febbraio, prima domenica di quaresima, come esperienza da condividere nelle nostre comunità parrocchiali. Si inizia alle 15 con la meditazione in chiesa di San Giuseppe e si conclude alle 17.30.

La proposta è rivolta a tutti, adulti e giovani. Sono particolarmente invitati i partecipanti ai gruppi di ascolto, i membri dei due consigli pastorali, i catechisti, gli animatori di ACR e la Comunità Capi, i ministri straordinari dell ‘eucaristia e i lettori, i volontari della San Vincenzo, del NOI e del patronato, il gruppo famiglie e il coro. E il primo grande momento unitario ed è significativo che avvenga valorizzando l’ascolto della Parola nel cammino liturgico della Chiesa.

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