Da “COMUNITÀ E SERVIZIO” – 24 dicembre 2017

Da “COMUNITÀ E SERVIZIO”24 dicembre 2017
settimanale della parrocchia San Giuseppe di viale San Marco

Don Natalino Bonazza, il parroco di questa comunità, come sempre autore dell’articolo di spalla della prima pagina, parla della “tenerezza”, il sentimento delicato dell’accoglienza con cui accoglie il “Bimbo” di Betlemme, “il Dio con noi” che rappresenta il segno più alto dell’amore del Padre nei riguardi dei suoi figli.

Alessandro Seno, nella sua rubrica “Uno sguardo sulla settimana”, è come sempre sornione ma brillante. Egli si sofferma su tutto quell’armamentario di feste e segni che spesso impoveriscono ed arrischiano di mortificare il Natale del Signore.

Infine segnalo la decisione di far confluire in un unico settimanale i tre attuali notiziari di San Giuseppe, San Marco e del Corpus Domini: un altro passo verso l’unificazione sostanziale delle tre parrocchie del viale.

don Armando

CI È STATO DATO UN FIGLIO
di don Natalino

Ero prete da qualche anno, quando un mio vecchio compagno di scuola mi ha invitato a casa sua. Lui orgoglioso di presentarmi la sua giovane famiglia e io lieto della sua ospitalità, che rinsaldava la nostra amicizia. Ricordo ancora il momento in cui, d’improvviso, mi hanno messo in braccio il loro neonato: «Eccolo, tienilo tu». Un gesto sorprendente a cui ho reagito con un certo imbarazzo e timore: il piccolo un po’ scalpitava nel passaggio e io non ero abituato ad averne uno in braccio. Ho imparato negli anni non solo come si fa, ma anche che cosa occorre: la fiducia dell’accoglienza e la forza della tenerezza. Oggi questa esperienza mi viene in mente, mentre riapro la pagina del profeta Isaia, che ascolteremo nella messa della notte di Natale: «un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio». Il Padre continua a consegnare a noi il suo Figlio, dono incomparabile di grazia. Sa la nostra indegnità, quanto siamo contraddittori, ingrati e spesso indifferenti. Sa che le nostre mani sono sporche di egoismo, ruvide di cattiveria, fredde di affetti, indurite dalla paura. Sa di rischiare il rifiuto, eppure non si stanca di donarci il Bambino che nasce a Betlemme. Sorprendente fiducia di Dio verso di noi! Il Natale ci svela a noi stessi: siamo capaci di aprire il cuore a Gesù, siamo capaci accoglierlo e di lasciarci cambiare dentro grazie all’incontro con Lui, per levare al cielo mani pure e vivere da fratelli. Auguro a tutti di essere colti dallo stupore della grazia del Natale e di viverlo nella pace e nella gioia.

UNO SGUARDO SULLA SETTIMANA
a cura di Alessandro Seno

Dai che è di nuovo Natale, dai che ci vogliamo più bene, dai che guardiamo con maggior benevolenza chi supera il tram sfiorando i pedoni che transitano sulle strisce, dai che sorridiamo sornioni a chi lascia i rifiuti fuori dal cassonetto, dai che ci facciamo una risata pensando che i sacchi dell ‘umido sono per strada poiché qualcuno si è portato via il contenitore verde, dai che apostrofiamo mentalmente con un “brutto cagnolino” il simpatico amico a quattro zampe che ha lasciato un ricordino sul marciapiede e sulle nostre suole, dai che diamo un buffetto amichevole sulla spalla al turista che ingombra l’entrata del tram con due valigie e uno zaino mentre un metro più avanti e ‘è una carrozza vuota, dai che un “Buon Natale!” non lo si nega a nessuno, neanche all’odioso dirimpettaio tanto poi lo sistemiamo (non per le feste, almeno non quelle natalizie…) appena passata l’Epifania, dai che mandiamo gli auguri attraverso un messaggio unico e informale a tutta la nostra lista di contatti telefonici, dai che anche quest’anno ci affanniamo per i regali ma: “l’anno prossimo mi prendo prima eh! Non si può far tutto all’ultimo minuto…”, dai che andiamo a Messa a mezzanotte (e arriviamo pure in ritardo, ma quando c’è il mandorlato in tavola chi si alza più…), dai che fino a Pasqua poi siamo a posto, dai che abbiamo finalmente un pò ‘più di tempo per noi (e lo passiamo a giocare con il cellulare…), dai che speriamo nevichi perché il manto bianco rende tutto più bello e ci fa slittare con l’auto, mossa per prendere il quotidiano ali ‘edicola distante duecento metri (“Ma fa freddo, nevica! Mi muovo a piedi? “), dai che ci scarichiamo il film appena uscito al cinema e lo guardiamo a santo Stefano, così non spendiamo i soldi dei biglietti e truffiamo lo stato e gli esercenti, dai che cambiamo il piano tariffario del cellulare così ho più giga per ascoltare la musica, dai che andiamo in centro per vedere le luminarie ma “Con i soldi che spendono per tutte ‘ste luci potrebbero fare un sacco di cose più utili”, dai che stiamo a casa perché le strade sono male illuminate e “Quest ‘anno il Comune non aveva soldi per mettere neanche due luci… “, dai che siamo sempre più insofferenti ma a Natale ci sforziamo di mascherarlo al meglio, dai che pensiamo solo al nostro piccolo orticello e il bicchiere é sempre mezzo vuoto, dai che “Per fortuna anche queste feste sono passate “, dai che “il Natale quando arriva arriva “.

(dai che) vi stimo e spero stiate alla larga da tutte queste banalità e luoghi comuni, cercando per voi e la vostra famiglia il significato più profondo di Cristo che nasce. Buon Natale!

LA GIOVANNINA

Perché questa novità?
Ognuna delle nostre parrocchie ha il proprio foglio settimanale. A San Giuseppe nel Villaggio San Marco da trentacinque anni viene diffuso «Comunità e Servizio» e al Corpus Domini nel Quartiere Pertini si stampa «Già e non ancora». Ambedue sono strumenti utili alla comunità parrocchiale per svolgere una buona comunicazione interna e per farsi conoscere nel territorio. Ora sembra giunto il momento di convergere gli sforzi in un unico strumento, condividendo esperienze e risorse. Il vantaggio funzionale è a servizio dell’arricchimento dei contenuti e dello sviluppo della comunicazione. Nel nuovo settimanale avremo quattro pagine totalmente condivise, mantenendo però le singole testate storiche in facciata. Per questo numero d’esordio ringraziamo Monique Pistolato del Corpus Domini per il bel racconto che ci ha donato. L’ultima pagina sarà dedicata agli avvisi delle attività in programma nelle nostre due parrocchie: questa sinossi stimolerà la conoscenza comune e la voglia di fare insieme.

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