Da “IL PUNTO” – 17 dicembre 2017

Da “IL PUNTO” – 17 dicembre 2017
settimanale della collaborazione pastorale di Catene e Villabona

Di interessante non c’è che l’articolo del parroco don Lio. L’articolo è quanto mai interessante perché riporta il parere amaro di un suo parrocchiano, non credente, il quale critica la Chiesa perché svende il suo patrimonio ideale e i suoi riti per andare d’accordo con altre fedi.

Questa critica non è nuova; Cacciari la pensa allo stesso modo. I non credenti di cultura cristiana pretendono da noi credenti coraggio e coerenza. Forse hanno nostalgia della “Casa del Padre”.

don Armando

Una riflessione in occasione del Natale:«Sempre più un insieme di riti tradizionali?»

NOI CRISTIANI “SMEMORATI DI DIO”
In questo Natale diciamo: “Signore, vieni a salvarci!” perché possiamo essere testimoni credibili dell’amore di Dio «Cristo, nato a Betlemme dalla Vergine Maria, è la mano che Dio ha teso all’umanità, per farla uscire dalle sabbie mobili del peccato e metterla in piedi sulla roccia»

Giorni fa ho avuto modo di scambiare due parole con una persona che mi ha fatto molto pensare. Il senso del colloquio era che il mio interlocutore si diceva non credente né praticante, anche se da piccolo aveva ricevuto il Battesimo per tradizione. Quando era bambino anche lui credeva che Gesù nascesse realmente, e ricordava di aver vissuto con gioia e stupore dei bei Natali. Poi, crescendo, l’ha considerata una favola, o meglio, per essere più onesto, questa storia di Dio che diventa bambino non l’ha proprio capita: gli pareva troppo grande per essere vera, si chiedeva come fosse possibile e non ha mai trovato risposta. Però, mi confessava, non era tranquillo e sicuro nell’affermare che Dio non esiste. Ora che è adulto infatti, ciò che lo fa pensare e lo infastidisce è che il Natale, l’evento più sconvolgente e scandalizzante della storia, sia stato annacquato proprio dalle persone che si professano cristiani. Sperava di sbagliarsi a dire questo, ma allo stesso tempo si domandava perché i cristiani vivono il Natale come un insieme di riti tradizionali che vanno bene per tutti, siano non credenti o agnostici, e stia venendo meno la convinzione e la comprensione del Mistero.

Mi ha poi detto che lui il Natale lo vive così con una certa insofferenza, un misto tra inquietudine e tristezza. Perché si pone ancora un sacco di domande sulla possibile esistenza di Dio, ma gli fa rabbia che i cristiani non difendano e non custodiscano il Mistero.

Mi ha detto: “Capisco il voler essere accoglienti e rispettosi verso chi non ha fede o chi ha un’altra religione, ma perché lasciate che tolgano i crocifissi? Perché non si possono più fare i presepi a scuola o preparare le recite per Natale? Voi cristiani avete abbandonato i fondamenti della vostra fede, non lottate per difenderla. Un islamico convinto non rinuncerebbe mai al suo Ramadàn o alle sue feste”.

Ha terminato dicendomi: “Prima contestavo i cristiani per invidia della loro fede, ora mi danno fastidio perché non la difendono più. La mia conclusione è che non credono più in Gesù Cristo”. Cari amici, condivido con voi questa riflessione che mi pare molto sofferta, ma anche molto sincera. Ma soprattutto condivisibile. Mi pare il grido di un uomo che ha bisogno di mettere la sua mano in una mano più grande e più forte, una mano che dall’alto si tenda verso di lui. E allo stesso tempo ci invita a farlo noi stessi, noi che ci professiamo cristiani, ma che siamodegli “smemorati di Dio”. Questa mano è Cristo, nato a Betlemme dalla Vergine Maria. Lui è la mano che Dio ha teso all’umanità, per farla uscire dalle sabbie mobili del peccato e metterla in piedi sulla roccia, la salda roccia della sua Verità e del suo Amore. Il Natale è la prova che Dio ha ascoltato il nostro grido. La risposta che Dio ha dato in Gesù al grido dell’uomo supera la nostra attesa e anche la nostra tiepidezza. In questo Natale diciamo con insistenza: “Signore, vieni a salvami”. Ripetiamolo a tutti, perché possiamo essere testimoni credibili dell’amore di Dio, e il Giorno del Natale non ci trovi nascosti in casa ed addormentati, sazi delle nostre libagioni e impauriti del mondo. Buon Natale a tutti!

don Lio Gasparotto parroco

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