Da “IL DIALOGO” – 10 dicembre 2017

Da “IL DIALOGO” – 10 dicembre 2017
settimanale della parrocchia di San Michele Arcangelo di Quarto d’Altino

Don Giampiero, con un lungo articolo in prima pagina, mette a punto il discorso sulla frase del Padrenostro “non ci indurre in tentazione”, affermando che è tempo di fare una traduzione più chiara da cui emerga che si chiede aiuto al Signore perché “non cadiamo in tentazione” e non si imputano a Dio le nostre tentazioni. Il parroco fa un discorso documentato ed avallato perfino dal Sommo Pontefice.

Nella seconda colonna si informa su un concerto ed un “pomeriggio filmoso” nel quale con due euro si può vedere un film e far merenda. Sarà opportuno documentarsi di più su questa singolare attività pastorale!

don Armando

PAPA FRANCESCO “CORREGGE” IL PADRE NOSTRO

Recitando il “Padre nostro” gli italiani oggi dicono: «Non ci indurre in tentazione». Questa, però, osserva papa Francesco, non è una buona traduzione. Lo afferma nella settima puntata del programma “Padre nostro”, condotto da don Marco Pozza, andato in onda su TV2000 il 6 dicembre. Continua il Papa: «Anche i francesi hanno cambiato il testo con una traduzione che dice “non lasciarmi cadere nella tentazione”(decisione Conferenza Episcopale Francese a partire dal 3 dicembre 2017). Sono io a cadere, non è lui che mi butta nella tentazione per poi vedere come sono caduto; un padre non fa questo, un padre aiuta ad alzarsi subito”. Quello che ti induce in tentazione è Satana, quello è l’ufficio di Satana». La traduzione precedente non era sbagliata dal punto di vista esegetico, ma rischiava di essere “mal compresa dai fedeli”. Infatti, l’inducere latino non indica “costringere”, ma “guidare verso”, “guidare in”, “introdurre dentro” e non ha quella connotazione di obbligatorietà e di costrizione che invece ha assunto nel parlare italiano il verbo “indurre”, proiettandolo all’interno dell’attuale formulazione del Padre nostro e dando a Dio una responsabilità – nel “costringerci” alla tentazione – che non è teologicamente fondata. In Italia da quasi dieci anni coesistono due versioni ufficiali del Padre Nostro. In quella della Bibbia della Cei (rivista e tradotta nel 2008), il passo “et ne nos inducas in tentationem” è tradotto con “e non abbandonarci alla tentazione”. Questa traduzione ha una doppia valenza: “non lasciare che noi entriamo dentro la tentazione” ma anche “non lasciarci soli quando siamo dentro la tentazione”.

L’edizione del Messale Romano in lingua italiana attualmente in uso (ed. 1983 – quello che si segue durante le ss. messe), non ha ancora recepito questo cambiamento. Ora è il Papa stesso a sostenere pubblicamente la necessità di procedere a un cambiamento.

In alcune parrocchie già si procede a recitare il Padre Nostro con la nuova traduzione. Dopo questo intervento papale, non penso che ci vorrà molto a che la nostra conferenza episcopale emanerà la nuova disposizione… eventualmente ci faremo anche noi un pensierino.

Don Gianpiero

Tre cori per Natale
Concerto Natalizio
Sabato 16– ore 20.45 in chiesa Si esibiranno:
il coro InCanto di Borso del Grappa, il nostro coro dei bambini e ragazzi
SMIDIQU la corale S. Michele Arcangelo
Al termine momento conviviale con buffet in patronato. Entrata libera

Il gruppo “Patro…nato x”

presenta:
POMERIGGIO FILMOSO..
Con merenda!

Domenica 10 dicembre – ore 15:30 Ingresso: singolo 2 euro – famiglia (min 3 persone): 5 euro

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