Da “SS. TRINITA'” – 26 novembre

Da “SS. TRINITA’” – 26 novembre
settimanale della parrocchia omonima del Terraglio

Il parroco, don Angelo, nell’editoriale di questa settimana, affronta il problema della non credibilità della classe politica e della relativa tentazione, da parte dell’elettorato, di disertare le urne alle prossime elezioni. Don Angelo affronta il problema della democrazia attraverso un “excursus” storico quanto mai apprezzabile e, pur dimostrando grande comprensione per la disaffezione che i cittadini stanno dimostrando, senza però ottenere alcun cenno di ravvedimento da parte dei politici, insiste in maniera quasi accorata perché gli elettori scelgano almeno il male minore.

Credo che sarebbe opportuno che tutti i direttori dei bollettini parrocchiali pubblicassero questa riflessione o almeno qualcosa che ne riporta la sostanza.

Riporto pure alcune splendide riflessioni di Anna Frank e di Papa Francesco.

Infine mi è doveroso segnalare un intervento di Graziano Duso che denuncia senza riserva alcuna, la terribile mostruosità del marxismo come teoria e egli effetti più mostruosi ancora.

don Armando

Domenica 26 novembre 2017
Gesù Cristo Signore dell’Universo

Questo nostro tempo

Stiamo per affrontare mesi non facili in attesa delle prossime elezioni politiche. A breve saremo sommersi da una valanga di discorsi televisivi, di annunci pubblicitari, di materiale cartaceo. Tutti i partiti, e ovviamente i relativi candidati, si professano a favore dell’Italia e degli italiani e nel contempo siamo ormai talmente smaliziati da riconoscere che tutti o quasi non ci credono. La classe politica è caduta in un grave discredito e la constatazione evidente è che l’astensionismo alle votazioni va sempre più aumentando, addirittura nelle votazioni ultime siciliane è andato oltre il cinquanta per cento. Ci sarà della gente che per principio non si interessa; ci sarà della gente menefreghista; ma di fatto un numero così alto di astensioni rappresenta un giudizio netto sulle capacità dell’attuale classe politica. Eppure tutti fanno professione di mettersi a servizio della pubblica utilità mentre sono tutti intenti ad occupare una sedia che fornisce per cinque anni uno stipendio ottimo con annessi vari privilegi su cui non si riesce, se non in minima parte, a produrre delle scalfitture. E allora che fare? Penso che da sempre, per intenderci dalla polis greca, origine e fonte della democrazia occidentale, l’ambito politico sia stato occupato solo raramente da grandi personaggi.; basterebbe pensare all’Impero Romano ove su una novantina di imperatori solo alcuni sono rimasti nella storia; si tratta di Cesare, Augusto, Vespasiano, Traiano, Adriano, Marco Aurelio, fino a Diocleziano e Costantino. Ma per la maggior parte sono stati figure di poco conto fino all’ultimo Romolo chiamato per ironia Augustolo deposto nel 476. In Italia dal dopoguerra abbiamo avuto una valanga di presidenti del Consiglio, ma ben pochi sono passati alla storia come grandi governanti; di solito si è trattato di personaggi bravi a barcamenarsi e privi di grandi capacità e di idee. Ora siamo in presenza di una situazione per molti versi nuova con difficoltà non indifferenti: grossomodo la sinistra si presenta con il tradizionale difetto di sparare sul capo, qualunque esso sia; è un gioco iniziato nel ’21 e pare che non abbia termine. La destra si presenta solo apparentemente unita ma in profondità molto divisa anche per la continua difficoltà di dover fare i conti con la giustizia. Il terzo polo avrebbe intenzioni buone di moralizzare il settore pubblico ma si dimostra scarso di idee, ondivago nelle decisioni e soprattutto sprovveduto nei governi locali. Spero che dopo questa mia superficiale disamina qualcuno non pensi di chiudersi in convento. Vorrei dire con grande chiarezza che anche fossimo

nella situazione peggiore non è buona cosa l’astensionismo. Occorre sempre partecipare, dare il proprio apporto e la propria valutazione; astenersi significa mettersi a priori dalla parte del torto. E allora per chi votare? Mi permetto di dare qualche suggerimento. In questi mesi che ci separano dal voto è opportuno cercare di capire e di valutare le varie proposte; insomma bisogna che non ci muoviamo con gli occhi bendati. E poi, senza troppe esigenze ci orientiamo verso il “male minore”, il partito che alla nostra valutazione risulta il meno peggio. Questo vale nei confronti del partito per cui votare, ma poi c’è il problema delle persone da scegliere. Bisogna votare candidati che abbiano fama pubblica di persone oneste e capaci; scartiamo gli incapaci e scartiamo ancor più i disonesti, quelli non servono il popolo ma si servono del popolo. Ne riparleremo: abbiamo tre o quattro mesi davanti per discutere.

don Angelo Favero

Incontro della carità 2017: domenica 3 dicembre -ore 15.00 Ponte di Rialto e Basilica di San Marco

“Abbiate il coraggio di insegnarci che è più facile costruire ponti che innalzare muri…e tutti insieme chiediamo che esigiate da noi di percorrere le strade della fraternità.” (Papa Francesco). Con queste parole Papa Francesco ha invitato migliaia di giovani riuniti da tutto il mondo a Cracovia a farsi “costruttori di ponti”, cioè promotori di relazioni sincere tra le persone, sciolte dai pregiudizi e dalle paure che fanno gli uomini schiavi. La prima cosa che stupisce piacevolmente è che Papa Francesco consideri le nuove generazioni capaci di insegnare – oltre che di imparare – e vadano piuttosto incoraggiate a tirar fuori il meglio in loro e in noi adulti. Siamo certi che i bambini, in special modo, posseggono la capacità di riconoscersi tra coetanei con immediatezza, al di là di qualsiasi differenza o provenienza culturale. Tendere la mano a chi sta di fronte, è per un bambino il modo più semplice di “pro-iettarsi” nel futuro, poiché percepisce la ricchezza che può arrivare da un atteggiamento di fiducia: un nuovo compagno di giochi, un nuovo amico.

Dal Diario di Anna Frank

E’ molto strano che io non abbia abbandonato tutti i % miei sogni perché sembrano assurdi e irrealizzabili. Invece me li tengo stretti, nonostante tutto, perché credo tuttora all’intima bontà dell’uomo. Mi è proprio impossibile costruire tutto sulla base della morte, della miseria e della confusione. Vedo che il mondo lentamente si trasforma in un deserto, sento sempre più forte il rombo che si avvicina, che ucciderà anche noi, sono partecipa del dolore di milioni di persone, eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto tornerà a volgersi al bene, che anche questa durezza spietata finirà, e che nel mondo torneranno tranquillità e pace. Nel frattempo devo conservare alti i miei ideali, che forse nei tempi a venire si potranno ancora realizzare!

(Anne M, Frank)

La società della stanchezza

Esistono due forme di potenza: una potenza positiva, quella che ci permette di fare qualcosa e una potenza negativa, quella che ci permette, di fronte a un’immediata realizzazione, di dire di no, grazie. Questa potenza negativa si distingue tuttavia dalla mera impotenza, dall’incapacità di fare qualcosa, è una stanchezza profonda che si aggiunge insieme a una sottrazione di Io. È ciò che fa dischiudere un tra, uno spazio della cortesia in cui niente e nessuno domina o è anche solo predominante. Mentre la stanchezza dell’Io è solitaria, è priva di mondo, questa stanchezza profonda è invece fiduciosa di mondo, rende infatti possibile soffermarsi, indugiare, non tanto su ciò che dobbiamo fare, ma su ciò che ci circonda.

(il filosofo Byung-Chul Han)

Papa Francesco ai giovani

Sono lieto di annunciarvi che nell’ottobre 2018 si celebrerà il Sinodo dei Vescovi sul tema «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale». Ho voluto che foste voi al centro dell’attenzione perché vi porto nel cuore. Mi vengono in mente le parole che Dio rivolse ad Abramo: «Vattene dalla tua terra, dalla tua parentela e dalla casa di tuo padre, verso la terra che io ti indicherò» (Gen 12,1). Queste parole sono oggi indirizzate anche a voi: sono parole di un Padre che vi invita a “uscire” per lanciarvi verso un futuro non conosciuto ma portatore di sicure realizzazioni, incontro al quale Egli stesso vi accompagna. Vi invito ad ascoltare la voce di Dio che risuona nei vostri cuori attraverso il soffio dello Spirito Santo.

Caro don Angelo,

Siamo a un secolo dalla rivoluzione d’ottobre del 1917, che ha segnato l’epoca di terrore causato da ideologie nefaste al potere, purtroppo ancora salde in alcuni paesi. Si sono diffuse promettendo libertà ed uguaglianza e si sono rivelate poi un incubo, per l’economia e soprattutto per le libertà, in particolare quella religiosa, perché intendevano sradicare il senso di Dio innato in ogni persona. Tra gli oppositori, o comunque “scomodi”, si stimano 20 milioni di morti solo in ambito sovietico, oltre 85 milioni a livello globale, compreso in Italia. Con la caduta del muro di Berlino, nell’89, il comunismo non è stato rottamato, ma si è riciclato in maniera multiforme, multicolore e multi astrale, mantenendo sempre la tracotanza di egemonia culturale e manifestando disprezzo per chi la pensa diversamente. Dopo un secolo il cristianesimo è ancora vivo. Anzi, proprio dove il comunismo ha imperato, il cristianesimo ha ripreso poi rigoglioso e paradossalmente oggi è più minacciato nei paesi democratici occidentali, dove le nuove ideologie atee stanno prendendo sempre più piede, con nuovi miti.

(Graziano Duso)

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