Da “LETTERA APERTA” – 26 novembre 2017

Da “LETTERA APERTA” – 26 novembre 2017
settimanale della parrocchia dei santi Gervasio e Protasio di Carpenedo

Don Gianni, il giovane parroco, s’è speso tutto in questo numero, anima e cuore, con parole di rabbia, di amore, indignazione, denuncia e soddisfazione.

Cominciamo con l’articolo di fondo dedicato al “Germoglio”, il centro polifunzionale per l’infanzia, la struttura che a Mestre offre il meglio del meglio per i bambini di età prescolare.

Don Gianni usa tutto il suo livore contro lo Stato, la Regione, il Comune, e perfino contro la Federazione delle scuole materne per la decurtazione dei contributi con i quali si dovrebbe sostenere questo centro di eccellenza.

Questi enti, che nel tempo sono stati gestiti dal Centro, dalla Destra e dalla Sinistra, sembra che vadano a gara per far l’elemosina di qualche soldo scuole, come Il Germoglio, che rappresentano la punta più avanzata della scuola per l’infanzia, per privilegiare invece realtà tanto più scadenti.

Io sono convinto che il comportamento degli enti pubblici che regolano la vita della scuola materna libera, si semplicemente infame, settario e discriminatorio. Ora ci si è messa pure la FIAM che ha fatto togliere 12000 euro da parte del Comune, somma che io avevo ottenuto minacciando la chiusura della scuola materna qualora il Comune non ne avesse riconosciuto, anche a livello economico, i meriti.

Secondo articolo: un viaggio in India di una rappresentanza el gruppo pro missioni per verificare come vanno spesi i soldi che la parrocchia ogni anno manda tanto generosamente per le opere sociali del terzo mondo.

Terzo articolo, un po’ discutibile: la scelta di incrementare le nascite, invidiando quasi le scelte delle comunità neocatecumenali. Questa campagna, ai miei tempi, la faceva il Duce.

Quarto articolo: l’accorato appello della San Vincenzo parrocchiale per avere più risorse economiche per i poveri.

Pure tutto il resto del periodico è quanto mai interessante, soprattutto perché è segno di una comunità viva ed impegnata.

don Armando

MERCATINO PER IL GERMOGLIO

Il Centro infanzia gode di grande fiducia da parte delle famiglie, meno delle Istituzioni. C’è una lista di attesa perla materna e, prima volta in tanti anni, una anche perii nido di circa 10 bambini.

Al Germoglio i genitori apprezzano il lavoro delle educatrici, la qualità della mensa interna, la flessibilità degli orari, la stabilità del servizio: mai un giorno di chiusura in tanti anni di lavoro. C’è il laboratorio di lingua straniera, di sport, danza, musica e altro ancora. L’ambiente è sereno, sicuro, stimolante, ordinario, efficiente e senza fronzoli. Si fa presto a parlare, ma la prova del valore viene dalle liste di attesa mai così lunghe. La scuola pubblica, invece, pur ricca dei fondi statali, è debole nella credibilità: nonostante la passione delle educatrici, vi sono dissidi interni, mal funzionamento nelle mense e scioperi improvvisi. Merito dunque al Germoglio, a chi ne ha posto le basi (la straordinaria Lina Tavolin), alle educatrici e al personale di questi anni, a Fiorella Vanin, l’attuale direttrice che merita applausi. Tanta professionalità non viene evidentemente riconosciuta dalle autorità pubbliche che non sopportano i privati, quando denunciano con i fatti gli sperperi di governo: da prima il Comune ci ha ridotto i contributi del 15% (7.780 euro all’anno) poi ha aumentato le tasse (4.200 euro all’anno) e infine, su spinta della FISM e della Curia, ha voluto ridistribuire i fondi togliendoci di fatto altri 12.000 euro all’anno. Anche la Regione ha fatto la sua parte e ha ridotto del 14,5% i suoi contributi facendoli scendere prima di 3.000 e ora di 6.000 euro l’anno. L’Italia non ha mai premiato né l’iniziativa né l’impegno, si sa, e concede contributi a chi vive sulle spalle altrui. Ma esiste anche gente che non molla e, con sereno coraggio, trova soluzioni alternative. Sabato e domenica prossimi (25-26 novembre) ci sarà il mercatino di Natale e Carpenedo potrà dare una mano alla sua storica scuola. Confidiamo che al posto dei grandi centri commerciali, qualche regalo di Natale possa trovare qui le sue radici.

don Gianni Antoniazzi

…E IL SOGNO DI SARA DIVENTA REALTÀ
Gruppo Missioni

Il Gruppo Missioni della nostra parrocchia ha organizzato un viaggio in India con partenza il 17 gennaio a cui parteciperà anche Sara, la ragazza che aveva espresso al Gruppo il desiderio di conoscere di persona i tre fratelli adottati a distanza dalla sua famiglia. Coloro che andranno in India potranno verificare gli ultimi progetti realizzati, quelli in via di sviluppo e incontrare i bambini sostenuti a distanza nei collegi dove vivono. Inoltre condivideranno la loro esperienza inviando giornalmente notiziari attraverso i social. Ci sarà, la possibilità di portare materiale di cui i bambini necessitano. Per questo chiediamo, a chi ne avesse la possibilità, di procurare vestiario nuovo per bimbe e bimbi dai 5 anni in su, nonché materiale scolastico (zainetti leggeri, penne, matite, gomme, età). Chi è in grado di procurare quanto richiesto contatti: Gianni Scarpa o Paola F. Vi anticipiamo che durante la riunione di fine anno, che si svolgerà presso la sala Lux del patronato il 15 dicembre, alle ore 20.45, e il 16 dicembre, alle ore 15.00, si potranno portare le lettere per i bambini, che poi saranno consegnate personalmente. Ringraziamo tutti di cuore.

Gruppo Missioni Terzo Mondo

NEOCATECUMENALI?
dritti al centro

Ho guardato il registro dei battesimi. Dall’inizio dell’anno ne abbiamo celebrati una quarantina. Soltanto 7 però sono quelli realmente residenti nel territorio giuridico della parrocchia. Per carità: molte sono le coppie che qui portano i bambini perché da sempre frequentano questa comunità, per essa hanno dato parecchie energie e qui desiderano che i figli vivano come in famiglia. Sono i benvenuti. Tuttavia bisogna ammettere che di per sé il territorio di Carpenedo è diventato anziano: non ci sono nuove costruzioni da diversi anni, le coppie giovani cercano casa ma trovano proposte più economiche e confortevoli a qualche chilometro da qui. Chi ha una casa vuota preferisce tenerla chiusa e attendere la ripresa economica piuttosto che metterla in affitto col rischio di vederla distrutta. Le riflessioni di carattere umano sarebbero anche molte altre, ma qui desidero riflettere sul valore del nostro annuncio di fede. Mi spiego: vicino a noi c’è una parrocchia neocatecumenale. Il loro cammino di fede esorta i genitori ad essere generosi nel dono della vita. Così le coppie si sposano e hanno molti figli.

In parrocchia si vede un tessuto davvero più giovane del nostro. Che sia così povera la nostra proposta di Vangelo? Che abbiano ragione loro? Non è mia intenzione, non al momento, proporre de noi una comunità neocatecumenale. Tuttavia mi interrogo a lungo sulla qualità del nostro cammino cristiano e ne faccio un continuo esame di coscienza e mi domando se forse un giorno la Chiesa non sarà neocatecumenale.

don Gianni Antoniazzi.

SAN VINCENZO
regaliamo ai poveri

Tra un mese sarà Natale e tra molte altre cose dobbiamo pensare a ciò che ormai è diventato tradizionale: i regali. Questi possono assumere diversi significati anche concomitanti tra loro: riconoscenza, stima, affetto, aiuto e altro. Non è sempre facile avere successo e piena approvazione da chi riceve, perché i gusti e le esigenze si evolvono o meglio sarebbe a dire che cambiano velocemente. In questo contesto, a volte molto confuso, occorre prima di tutto non tralasciare nessuno. Diversamente, più avanti dopo le feste, una dimenticanza genera amarezza specie se non si può rimediare. Il Gruppo della San Vincenzo vuole ricordare alla Comunità chi si trova in gravi difficoltà e chiede di essere aiutato. Il dono maggiore per il povero è sempre stato il cibo perché si poteva, come ancora in altre parti del mondo, morire di fame.

Ora qui da noi non è più così. Ci sono possibilità di trovare viveri anche gratuitamente perché gli avanzi di produzione agricola o di vendita nei super mercati non vengono sistematicamente distrutti come una volta ma, per quanto possibile dalla conservazione, donati o venduti a basso prezzo. Rimangono invece altre spese preoccupanti perché danno luogo a veloci ripercussioni che tolgono tranquillità e peggiorano di molto la vita delle famiglie.

Non pagare le utenze significa prima o poi non averle più perché vengono bloccate e, se si vuole ripristinarle, il conto che si deve pagare sale vertiginosamente. Una sorte dolorosa anche non pagando l’affitto perché da quel posto bisogna andarsene con grande incertezza e disagio. Poi ci sono altre spese, specie per famiglie numerose, come l’abbigliamento e il corredo scolastico, qualche medicinale e altro.

Questo discorso sulla indubbia necessità dei soldi è per dire che quanto si ha intenzione di spendere nell’acquisto di viveri per i poveri è meglio porlo in una busta e portare questa in chiesa sapendo che vale esattamente come una borsa. Domenica 3 dicembre alle porte della chiesa si potranno ritirare i contenitori e riportarli in chiesa domenica 10 dicembre, con soldi o viveri. Grazie.

Dino Dante

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