La venticinquesima ora

Qualche giorno fa, come i miei amici lettori certamente ricorderanno, ho steso qualche nota su quello che io ho sempre chiamato “Alto Adige” ma che le popolazioni locali hanno sempre chiamato e continuano a chiamare con forza e ostinazione “Sud Tirolo”.

In quell’occasione ho confessato che le mie conoscenze sono molto vaghe e scarsamente approfondite. Io provengo dalle file dei balilla in cui mi è stato insegnato che le Alpi sono “il sacro confine della Patria”. Con il duce a questo riguardo non si andava molto per il sottile. Ricordo che quando facevo le elementari venne promosso una specie di concorso su di un tema di carattere patriottico. In quell’occasione risultai il primo della scuola e come premio mi regalarono la divisa da balilla che non possedevo e mi portarono a Venezia affinché mi cimentassi con i vincitori degli altri plessi scolastici. Ricordo ancora di aver scritto, con l’enfasi e la retorica fascista, “che se il nemico avesse infranto i confini della nostra Patria noi avremmo spezzato loro le reni”. Forse quella frase l’avevo appena imparata e mi piaceva così tanto da inserirla nel tema come una pietra preziosa. Oggi in merito a queste affermazioni sono un rinnegato e le rifiuto in maniera radicale.

Una gran parte delle guerre fratricide, più o meno recenti, sono state causate da quei “trattati di pace” spesso artificiosi ed egoisti che la vecchia Europa per secoli ha ratificato non tenendo conto delle specificità di ogni popolo che ha il sacrosanto diritto di vivere all’interno della propria terra conservando la propria cultura e le proprie tradizioni. Ricordo d’aver letto un romanzo terribile “La 25ª ora” (credo sia stato scritto da Gheorghiu), quell’ora fuori dal tempo e dalla logica nella quale i prepotenti di turno spostano a piacimento ed a loro vantaggio milioni di schede che rappresentano milioni di persone collocandole con sadismo ed egoismo aldilà o al di qua di confini artificiosi sradicandole dalla loro terra e dai loro costumi. In questi anni, in cui la globalizzazione e le migrazioni di massa stanno trasformando il nostro mondo in società multietniche, diventa sempre più importante per ogni popolo imparare a conoscere e a rispettare culture e tradizioni diverse dalle proprie perché queste differenze si trasformino in opportunità di arricchimento e cessino di generare conflitti.

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