C’è ancora desiderio di pregare

Da molto tempo vado affermando che la gente prega poco per molti motivi, non ultimo perché non conosce più le formule delle bellissime preghiere che la tradizione cristiana ci ha tramandato.

Un tempo a catechismo s’imparavano a memoria le domande e le risposte del catechismo di San Pio X ma soprattutto s’imparavano le preghiere fondamentali con cui ci si rivolge al Signore in ogni occasione e per qualsiasi motivo. Ora invece a catechismo si dipingono cartelloni e si fanno recite. Quando ero parroco chiesi a suor Michela di prendersi cura dei bambini della prima elementare dicendole che sarei stato contento anche se, oltre al segno della Croce, avessero imparato il Padre Nostro, l’Ave Maria, l’Angelo di Dio, Il Gloria al Padre, l’Eterno Riposo, il Salve Regina e l’Atto di Dolore. Suor Michela le insegnò per anni ai più piccoli che hanno la coscienza pulita e che non dimenticheranno mai quanto hanno imparato da bambini, insegnò tutto questo e molto altro ancora.

Sapevo che la “moda catechistica” aveva preso ormai altre direzioni ma io però ho sempre seguito la mia coscienza e il buon senso piuttosto che la moda. Io, in occasione della Cresima, quando il parroco m’interrogò, m’inceppai sul Credo ed egli giustamente mi rimandò per due settimane affinché lo imparassi alla perfezione. Per molti anni anch’io ho fatto l’esame ai bambini della parrocchia prima di ammetterli ai sacramenti della Comunione e della Cresima, poi però, avendo affidato la loro formazione a vari cappellani succubi della moda, con mio grande dispiacere ho dovuto smettere e questo mi ha provocato qualche rimorso di coscienza.

Alcuni anni fa entrai in una chiesa vicina al Don Vecchi e curiosando sul banco della stampa notai un libretto piuttosto sgangherato con alcune preghiere, nel mio animo si accese immediatamente una luce, rubai l’idea e con l’aiuto dei miei tipografi stampai un fascicoletto che in copertina, sotto una bella immagine, riportava il titolo: “Libro delle preghiere, delle principali verità e delle regole morali per un cristiano”. In diciotto paginette riuscii ad inserire tutto il necessario per vivere una vita cristiana e per poter andare in Paradiso. Voi non ci crederete, però è documentabile, che siamo giunti alla trentatreesima edizione, che abbiamo stampato sessantamila copie e che ogni due o tre settimane ne ristampiamo altre due-tremila. La gente non crede e non prega? Forse le parrocchie e noi preti aiutiamo poco a credere e a pregare ma come afferma un vecchio detto: “L’uomo è religioso per natura”.


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