Gesù è Gesù anche senza triregno, bandiera, guardia e Reggia Pontificia!

C’è un mio coinquilino del don Vecchi, che sente la chiamata all’apostolato e pensa di doverla esprimere mediante la stampa e quindi di tanto in tanto mi passa degli articoli.

Più di una volta gli ho fatto presente che “L’incontro” persegue una certa linea editoriale, della quale i suoi articoli non ne tengono per nulla conto. Tanta è però l’insistenza di questo maturo aspirante giornalista, che non pare per nulla convinto delle mie osservazioni, tanto che mi presenta con insistenza i suoi scritti per cui ogni tanto finisco per cedere e pubblicare i suoi pezzi sulla Sindone, sull’esistenza di Dio, sulla validità del cristianesimo ed altri argomenti che io do per scontati per i lettori de “L’incontro”

L’ultimo articolo che mi ha messo sotto la porta riguarda lo Stato Pontificio, fornendo alcune informazioni sulla sua superficie, sul numero delle guardie svizzere, la loro carriera e su quanto riguarda la popolazione di questo piccolo stato, rimasuglio dello Stato Pontificio terminato nel 1870 con la presa di Porta Pia da parte dei bersaglieri.

Riflettendo su questo fatto d’armi, che sa più da operetta che da battaglia, anche se ci sono stati morti veri, mi domandavo qualche mese fa, in occasione dell’11 settembre, se era giusto come cristiano, deprecare la caduta dello Stato in cui il Papa era monarca assoluto o festeggiare quella data come liberazione del Vicario di Cristo, da una posizione impropria, mortificante o fuorviante dal compito del rappresentante di Colui che disse: “Il mio Regno non è di questo mondo!”

La questione romana non mi ha mai appassionato, nè lo Stato Pontificio, con tutto il suo vecchio apparato, non mi ha esaltato più di tanto.

Gesù è Gesù anche senza triregno, bandiera, guardia e Reggia Pontificia!

Il mio Gesù e il mio Papa rimangono tali anche senza vecchie cornici che finiscono per essere sempre tarlate!

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