Solidarietà a tutto tondo

Ricordo certe domande imbarazzanti e cretine che da bambino ho sentito porre ad alcuni miei coetanei: “Vuoi più bene a me o al papà?” e viceversa. Le persone serie devono insegnare a voler bene a tutti senza discriminazione.

Questi discorsi balordi e di scarso respiro umano e civile mi sono ritornati alla mente recentemente in rapporto ai profughi e all’invito del nostro Santo Padre a “non voltarsi dall’altra parte” e ad aprire il cuore al dramma di chi soffre. Per i cristiani tutti gli uomini sono figli di Dio; tutti, bianchi o neri, intelligenti o illetterati, europei, africani o americani possono rivolgere gli occhi in alto per dire: “Padre nostro” e guardandosi attorno scoprire che siamo tutti fratelli. Dio ci ha donato questo mondo così ricco e bello affinché ciascuno ne goda in pari misura e non perché qualche privilegiato ne goda più di altri.

In questo momento ai cittadini della nostra vecchia Europa si prospetta la splendida opportunità di aiutare chi soffre e di riparare alle ruberie, alle prepotenze e allo schiavismo civile, politico ed economico che per secoli i loro paesi hanno perpetrato nei confronti di tutti quei popoli che ora ci chiedono disperatamente aiuto. Oggi, Inghilterra in primis, seguita da Spagna, Portogallo, Francia, Germania e, come fanalino di coda, Italia, socia anche se tardiva della “compagnia di merende”. potrebbero ritrovare verginità umana e civile e ripulirsi la coscienza spalancando le porte ai profughi che in definitiva vengono solamente a riprendersi un po’ di quanto abbiamo loro rubato lungo i secoli.

Vengo poi a quella stupida affermazione che mi sovviene dal passato e che ora è riproposta da leghisti, nazionalisti, venetisti e dagli egoisti in genere: “Bisogna prima pensare agli italiani” a cui replico che bisogna pensare a tutti perché solo se pensiamo agli altri riusciamo a pensare anche a quelli di casa nostra. Noi della Fondazione dei Centri Don Vecchi, mentre Bossi ieri e Salvini oggi hanno seminato e continuano a seminare egoismo, da sempre pensiamo con i fatti ai nostri poveri: vedi i Centri Don Vecchi, il Polo Solidale, le mense ed altro ancora e nel contempo sentiamo il dovere di pensare anche agli altri. Sono felice che la Fondazione, senza lasciar passare un solo giorno dall’invito del Papa, abbia messo a disposizione di questi disperati un appartamento alla Cipressina e un altro al Centro Don Vecchi. Contemporaneamente stiamo aprendo un ristorante solidale per tutti mentre Salvini e compagnia cantante non hanno fatto e non fanno nulla né per gli altri né per i nostri ma pensano solamente alle loro tasche.


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