La giustizia ingiusta

La recente sentenza della Consulta, che ha stabilito che anche le scuole paritarie, ossia quelle gestite da parrocchie o da enti religiosi e riconosciute dallo Stato dovranno pagare ICI e IMU, non solo mi ha irritato ma mi ha anche indotto ad un rifiuto radicale verso questi alti magistrati che nei momenti critici, nei quali persone di buona volontà e di retto sentire sono impegnate fino allo spasimo per tenere a galla la barca nazionale che fa acqua da tutte le parti, senza scomporsi e comportandosi come se fossero in possesso della verità assoluta iniziano a menare picconate aprendo ulteriori falle che non possono sortire altro effetto se non quello di aiutare la barca ad affondare più velocemente. Questo è avvenuto recentemente per le pensioni ed avviene ora per la scuola cattolica.

La cosa mi riguarda in generale come cittadino di questo Paese ma soprattutto in maniera più specifica perché per trentacinque anni mi sono impegnato, fino allo spasimo, per trasformare il vecchio asilo infantile di Carpenedo nel moderno ed avveniristico “Centro Polifunzionale per l’Infanzia: Il Germoglio” di Via Ca’ Rossa. Ebbene quella scuola era di gran lunga all’avanguardia con lo zoo, il giardino botanico, la casetta per le feste, il trenino e l’asilo nido. Questa struttura è costata al Comune e allo Stato meno di un terzo di quanto allora si spendeva per realizzare una scuola pubblica per l’infanzia e oltretutto i genitori della nostra scuola d’eccellenza, che pagavano una retta modesta, erano costretti a pagare anche una quota ben più onerosa da destinare alla scuola pubblica di cui non usufruivano.

Prima di fare ulteriori commenti sugli alti gradi della magistratura, che dovrebbero essere i garanti supremi della giustizia, voglio far notare che, mentre la povera gente gode di stipendi da fame, loro non si vergognano di percepire stipendi più che lauti di cui loro stessi definiscono l’importo. Sono quanto mai triste nel fare queste considerazioni e non posso fare a meno di ritornare con il pensiero ai martiri di questa categoria: Livatino, Chinnici, Falcone, Borsellino e tantissimi altri e sono anche convinto che i giudici che lavorano in silenzio e fanno il loro dovere di servitori dello Stato siano la maggioranza. Detto questo ho la sensazione che nelle alte sfere di questa categoria si annidino magistrati che, ispirandosi a vari settori della politica e della finanza, usano la Giustizia in maniera partigiana e faziosa per far prevalere soluzioni che non hanno nulla a che fare con il bene del Paese.

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