Scopa nuova

Sono sempre stato convinto che i proverbi ci trasmettano esempi di saggezza popolare perché nascono da esperienze di vita vissuta. A leggere il Gazzettino pare che la nuova Amministrazione di Venezia manifesti almeno inizialmente una certa intraprendenza. C’è un proverbio che afferma: “Scopa nuova, scopa bene”, dobbiamo però anche avere un pizzico di prudenza ed attendere ulteriori conferme per non rischiare di rimanere delusi. Sempre rifacendomi ai proverbi ce n’è uno che dice: “Meglio poco che niente”, per fortuna però ce n’è anche un altro, più incoraggiante, al quale voglio aggrapparmi per poter almeno sperare: “Chi ben comincia è a metà dell’opera”.

In questi giorni, dovendo transitare più volte al giorno per l’incrocio della piazza di Carpenedo, ho avuto modo di vedere che i lavori per la rimozione di quel terribile acciottolato, che scuote l’auto come un terremoto, sono iniziati. A quanto mi si dice pare che in un paio di settimane i lavori saranno ultimati e tutto verrà sistemato.

Qualcuno dirà: “È ancora poco”, è vero però è qualcosa. Partendo da questa parziale constatazione positiva mi è venuto da pensare, rifacendomi all’auspicio che ho manifestato in questa rubrica prima delle elezioni quando ho scritto: “Spero che il Patriarca, preceduto dalla Croce astile e seguito dal clero e dal popolo veneziano, si rechi da un imprenditore affermato e possibilmente onesto per pregarlo di donare alcuni anni della sua vita per rimettere in sesto la nostra città”. Per quanto riguarda la scelta di un professionista piuttosto che di un politico il Signore mi ha esaudito mentre per quanto riguarda la sua onestà e la sua capacità, per non restare deluso, preferisco aspettare ancora un po’ ad esprimere giudizi. Spero anche che il Signore continui ad ascoltarmi suggerendo a Brugnaro di tirare dritto, di tenersi lontano dai cattivi compagni annidati tra i politici, nei sindacati e nei vari comitati e di procedere, anche se con prudenza, applicando quelle leggi del buonsenso e della corretta amministrazione che per tanti anni, a Venezia, sono state disattese.

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