Un consiglio a Papa Francesco

Il Santo Padre non mi ha ancora concesso il titolo di Monsignore e non mi ha nemmeno nominato suo consigliere per i problemi dell’Italia. Io però, senza nomina e senza stipendio, ho tentato di fargli pervenire qualche suggerimento conoscendo, forse meglio di lui, la mentalità e i comportamenti degli italiani. Faccio questa breve premessa perché sento il bisogno e il dovere di ritornare sulle insinuazioni volgari, irrispettose meschine del segretario della Lega e aspirante leader della destra del nostro Paese.

Il Papa giustamente ci ha ricordato che non possiamo “voltarci dall’altra parte”, che buttare a mare povera gente che tenta di fuggire tra mille pericoli da Paesi dominati dagli stenti e dalla guerra è peccato! “E che cosa avrebbe dovuto dire il Papa di diverso, signor Salvini?”. Non ti hanno insegnato che il Papa rappresenta quel Gesù che ha affermato in maniera perentoria: “Ama il prossimo tuo come te stesso”? Massima di cui benefici anche tu perché in caso contrario ti dovrebbero incriminare e rinchiudere in galera per la tua volgarità e il tuo pescare nel torbido. Il Papa poi ha anche invitato frati, monache, diocesi e quant’altri a mettere a disposizione dei profughi: seminari, conventi, monasteri, abbazie ormai vuote.

Purtroppo il Papa, anche per i preti, i frati e le monache è “il dolce Cristo in terra” finché parla degli Angeli e del Paradiso, però quando scende nel concreto e tocca i lori interessi neanche i suoi “figli” lo ascoltano più di tanto. Accettano volentieri i profughi solamente le cooperative rosse o bianche perché questi disperati costituiscono un business e purtroppo anche le organizzazioni cattoliche prestano il fianco a Salvini.

Qualche settimana fa mi sono azzardato a suggerire alle decine di migliaia di parrocchie d’Italia di mettere a disposizione almeno un appartamentino per ospitare la famiglia di un profugo aiutandola così ad integrarsi più facilmente nel nostro tessuto sociale togliendo a Salvini il facile e demagogico pretesto di far leva sull’egoismo dei benpensanti per trarne vantaggi di ordine politico. Ora mi permetto di suggerire rispettosamente al Papa: “Dia quest’ordine!” affinché poi i cristiani testimonino finalmente con i fatti la loro fede.

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