L’ultimo tribuno

In questi giorni in cui le esternazioni di Salvini, il nuovo tribuno della Lega, hanno destato sorpresa, indignazione e ribrezzo tra credenti e non credenti, cattolici e laici, mi è tornata alla mente una battuta ascoltata molti anni fa.

Due vecchi amici d’infanzia si sono ritrovati dopo molto tempo e ciascuno pone all’altro domande, proprie di chi non si incontra da tanti anni. Il primo chiede al secondo: “Cosa stai facendo di bello?” e questi risponde che si occupa di circhi equestri, al che l’altro si sente in dovere di chiedere: “Come mai ti occupi di una attività che è in assoluto declino e piace solo a persone dai gusti grossolani e senza interessi culturali?”. Il secondo allora risponde: “Tu quale pensi sia la percentuale di cittadini intelligenti, dai gusti raffinati, che amano crescere culturalmente e cercare risposte ai grandi e difficili interrogativi della vita?”. Questi in maniera assennata gli risponde: “Suppongo sia il venti, trenta per cento!”. Di rimando l’altro ribatte: “Allora io mi rivolgo all’altro settanta, ottanta per cento di poveracci”.

Salvini, che di scrupoli, di preoccupazioni morali e civili pare ne abbia abbastanza poche, credo stia anche lui rivolgendosi da furbastro, disinvolto e interessato solamente al risultato immediato, a quella parte del Paese egoista, poco preoccupata dei valori, facilmente vulnerabile per mancanza di sensibilità civica e morale ottenendo così una consistente risposta a livello elettorale. Vorrei però ricordare ai miei concittadini che i maestri di Salvini: Mussolini, Stalin, Hitler, Franco, Ceausescu e compagnia hanno ottenuto adesioni ben più consistenti di quelle di Salvini stesso ma tutti sappiamo con quali risultati! A Salvini ricordo poi l’ammonimento popolare tutt’ora assai valido: “Scherza con i fanti e lascia stare i santi” se vuoi avere una vita lunga e benedetta.

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