Preti e il martirio

Una notizia particolare di qualche tempo fa ha tenuto banco per un paio di giorni sulla stampa locale. Un tossicodipendente avrebbe tentato di ricattare per estorcere denaro un giovane parroco, minacciandolo di portare a conoscenza dell’opinione pubblica cittadina presunte avances omosessuali di suddetto sacerdote. Quasi certamente si tratta di una delle solite infamie proprie di questo genere di personaggi. Molto probabilmente il giovane parroco, non conosce sufficientemente il mondo dei poveri, capaci di questo e di altro ancora ma, quello che mi ha dato da pensare, è stato il modo pavido con cui ha affrontato la cosa: il primo giorno il prete è andato a dormire fuori di casa e poi, con il consenso del Patriarca, se n’è andato lontano da chi lo aveva minacciato.

Una volta ancora mi è venuto da pensare che la nostra chiesa locale è povera, spaurita ed inerme perché ha smarrito il senso del coraggio e del martirio. Ho l’impressione che finché le comunità cristiane ed i preti delle chiese di Venezia non metteranno nel loro apostolato in conto anche il coraggio, il sacrificio e perché no anche il martirio saremo destinati ad andare di male in peggio.

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