Una sopravvissuta

Al mattino mi alzo verso le cinque per dedicare l’inizio della mia giornata alla preghiera e alla riflessione. Debbo confessare che non sono un grande mistico, tanto che spesso mi “arrampico sugli specchi” tra dubbi e distrazioni, spero comunque che il buon Dio accetti almeno i miei tentativi di ringraziarlo e lodarlo come ritengo giusto e doveroso fare.

Prima della preghiera, mentre mi faccio la barba e riordino il letto, ascolto Rai Uno.

Talvolta però mi capita, forse per distrazione della signora delle pulizie, di perdere la giusta sintonizzazione e mi ritrovo ad ascoltare un programma non previsto. L’altra mattina mi è capitato di scoprire di essere sintonizzato su Radio Oreb, un’emittente di Lisiera, una parrocchietta vicino a Vicenza.

Al tempo della mia avventura con Radio Carpini, infinite volte, mi sono incontrato con il parroco di Lisiera e con altri responsabili di emittenti parrocchiali e, uniti, abbiamo lottato con tutte le nostre forze per difendere le nostre frequenze e per far crescere, sia in tecnica che nei contenuti, le nostre radio locali. Radio Oreb è sopravvissuta mentre Radio Carpini, che per spirito di corpo avevo donato al nostro Patriarcato, è ormai morta e sepolta da molto tempo. A Venezia esiste ancora “Gente Veneta”, anche per il valore della sua piccola equipe di giornalisti quanto mai impegnati, però, nel suo complesso, ho l’impressione che vi sia un’assoluta allergia per la funzione dei mass-media. Anche in questo settore pare che Venezia stia sprofondando e per quel che riguarda i mezzi di rievangelizzazione non c’è un Mose che ci permetta di sognare la salvezza.

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