Il mercato degli schiavi

L’operazione umanitaria Mare Nostrum, volta a soccorrere i disperati delle carrette del mare, da qualche settimana è stata interrotta perché, giustamente, anche l’Europa si facesse in qualche modo carico di questo dramma sociale che la riguarda direttamente. Nonostante l’impegno della nostra Marina sono stati centinaia, se non migliaia i disperati che sono affogati nel Mediterraneo. È certo che questa gente fugge da situazioni tragiche ed impossibili e perciò non vede altra ancora di salvezza se non la vecchia Europa, dove, nonostante la crisi, si vive meglio e con maggior sicurezza che in molte nazioni del Medio Oriente e dell’Africa settentrionale, è pur vero però che c’è un’organizzazione criminale che lucra in maniera patente sulla disperazione di questa povera gente. Lo schiavismo del sette-ottocento, che ha costretto molti uomini, donne e bambini a lavorare nei campi di cotone in America, non era di certo più barbaro di quello che oggi spoglia di ogni avere questi poveri disperati e poi li abbandona in mare alla mercé delle onde.

Di fronte a questa barbarie mi viene da chiedermi ancora una volta: “Ma dove sono i governi della vecchia Europa e dell’America, dove è la CEE, dove è l’ONU e dove sono tutti quegli apparati che dovrebbero garantire il rispetto dei diritti e delle regole di vita? Quanta burocrazia! Quanta ipocrisia!”.

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