La voglia di lavorare che non c’è

Al don Vecchi riusciamo a mantenere rette assolutamente imbattibili curando una gestione particolarmente parsimoniosa, anche negli aspetti più marginali dell’economia di questo complesso che ospita 230 residenti.

Una volta o l’altra credo che sarà opportuno pubblicare i costi di alloggio di tipologia diversa con la speranza, o più giustamente, l’illusione di calmierare i prezzi di strutture simili alla nostra.

Ad esempio per tutto ottobre e novembre, tutto il parco è stato rallegrato dai crisantemi di ogni foggia e di ogni colore. Il segreto di simile ricchezza floreale è però molto semplice; a novembre e dicembre dello scorso anno ho raccolto pazientemente le piante di crisantemo che la gente ha buttato nei cassonetti del cimitero, perché sfiorite. Due uomini le hanno piantate con poca speranza che sopravvivessero al gelo, ma forse solo per accontentare questo vecchio prete ostinato. I crisantemi invece sono sopravvissuti al gelo invernale e al caldo estivo e tutti i viali sono stati in fiore. Mentre i crisantemi stanno ormai sfiorendo dopo due mesi e più di magnificenza, già dei deliziosi fiorellini bianchi, che durano fino ad aprile inoltrato, sono già sbocciati. Una vecchia signora ha raccolto le sementi le ha piantate ed ora le tenere pianticelle sono pronte per la fioritura.

Ci sono però certi lavori un po’ più pesanti che i miei vecchi non hanno più forza di affrontare. Da mesi sto cercando invano qualcuno che voglia donarci qualche oretta dopo il lavoro con cui si guadagna da vivere; noi avremmo ricambiato il piacere certamente con qualche dono. Nonostante la crisi finanziaria da tutti temuta, pare che nessuno abbia voglia di fare un’opera buona o di arrotondare la pensione o la paga mensile.

L’Italia ha mille magagne ed è pressata da mille difficoltà, ma soprattutto pare abbia definitivamente perduto la voglia di lavorare e di far del bene e questo credo sia ancora più preoccupante del crollo dei titoli in banca!

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