Come è bella la mia Chiesa!

Passati gli ottant’anni non si può scherzare neppure con l’influenza. Per una settimana abbondante mi hanno messo ai “domiciliari” nel mio alloggio di 49 metri quadrati e ho così trovato il tempo per seguire varie trasmissioni di “RAI Storia”, per ascoltare i discorsi di Papa Francesco e per contemplare, da innamorato, il volto della “mia Chiesa”: non l’avevo mai vista così bella, così libera, così carica di fascino e di dolcezza. Ora la mia Chiesa fortunatamente non ama comandare e comunque, anche se lo volesse, non avrebbe la forza per imporre alcunché ad alcuno. Si muove libera e leggera, indica orizzonti aperti e promettenti, testimonia con umiltà il messaggio di Gesù, ama gli uomini come sono, si veste come loro, si lascia coinvolgere dai drammi della loro vita, parla di bontà, di speranza e di perdono.

Ora la mia Chiesa non ha più potere né denaro, non tresca più sotto banco, non chiede di essere difesa da alcuno e mai avrei immaginato che avrei potuto anch’io dar volto ad una Chiesa così libera e così bella.

In questi giorni di ritiro e di meditazione ho pensato lungamente e con dolore a tutti quei miei fratelli di fede che, sia in tempi lontani come in anni più recenti, sono stati inquisiti dall’Inquisizione fino all’apparato ecclesiastico come quello del Santo Uffizio, con provvedimenti che dall’inizio del secolo scorso fino ai nostri giorni hanno condannato, proibito, fatto tacere le anime più belle impedendo loro di sognare e di perseguire la Chiesa di Gesù.

L’ho fatto però senza rancore perché la mia Chiesa mi pare così bella da rendere ingiusto attardarsi nel passato: quelle sono ormai cose di ieri!

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