L’ultima spremitura

Ieri sera il tipografo, che è uno dei tanti artigiani che per sopravvivere al pesante fardello fiscale fa tutto da sé, è venuto a portarmi personalmente i mille volumi che raccolgono il mio diario del 2014: una vera montagna di carta stampata.

Più volte ho confidato ai miei amici che, con il progredire dell’età, sono diventato sempre più prolisso.

Vent’anni fa in otto, dieci righe riuscivo a mettere a fuoco un messaggio, un sentimento o una critica, mentre ultimamente, per esprimere gli stessi concetti, tre pagine manoscritte sono appena sufficienti.

Quest’ultimo volume, che conta ben 456 pagine, assomiglia più ad un vocabolario che ad una raccolta di riflessioni.

La curiosità morbosa mi ha spinto a sfogliarlo per leggere qua e là qualche pagina e vi devo confessare che ho trovato il volume abbastanza sbrodoloso.

Mi costa presentarmi così male in arnese ad amici e concittadini, purtroppo però tutto questo è uno dei tanti effetti della vecchiaia!

Ringrazio comunque Dio per avermi dato la possibilità di parlare a cuore aperto alla mia gente e di aver fatto sapere alla Chiesa e alla città come la pensa un prete ultraottantenne.

Tutto sommato credo che non sia male confrontarsi anche con il passato: io di certo lo rappresento!

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