Soldato semplice

Quando, alcuni giorni fa, ho spedito al Presidente e ai membri del Consiglio di Amministrazione le mie dimissioni da direttore della Fondazione dei Centri Don Vecchi, ruolo da me ricoperto fino al 31 dicembre, per una strana associazione d’idee sono ritornato con il pensiero ad un romanzo della mia fanciullezza: “I ragazzi della Via Pàl”.

I più anziani ricorderanno che in quell’esercito immaginario tutti avevano un ruolo di comando tranne Nemecsek, unico soldato semplice, che riceveva ordini da tutti.

Nella mia lettera di dimissioni ho rimesso nelle mani del consiglio le sorti dei Don Vecchi, la cui costruzione è stata l’impresa che più mi ha impegnato ed appassionato negli ultimi vent’anni della mia vita.

Con suddetta lettera però ho anche dato la mia totale disponibilità alla Fondazione per svolgere, qualora mi venga richiesto, le attività che ancora sono in grado di fare.
Confesso che mi è costato un po’, ma non più di tanto!

Sono ben cosciente che essere fedele a questa scelta mi costerà molto perché da tanti anni mi sono abituato a prendere decisioni ma soprattutto perché da sempre ho portato avanti con tanta e forse troppa determinazione gli obiettivi che credevo giusti, comunque anche questo sacrificio fa parte della stagione che sto attualmente vivendo.

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