Guerra di religione

Immagino che tutti stiano provando, come me, un senso di tristezza profonda, di smarrimento esistenziale di fronte a ciò che sta avvenendo in Pakistan, in Siria ed in Iran. L’avvento del califfato islamico, che sta dando avvio ad una campagna di odio e di violenza senza precedenti nei riguardi non solo del cristianesimo, ma anche di qualsiasi altra religione, mette i brividi e contemporaneamente fa sorgere in fondo all’animo un desiderio di reagire con la forza contro una brutalità ed un odio davvero esecrandi ed inconcepibili.

Ieri la televisione ci ha informato della decapitazione di un alpinista francese che non aveva proprio nulla a che fare con le questioni religiose, razziali e politiche, ma che amava solamente i monti di località vicine ai luoghi dove avviene un qualcosa che nessuno mai avrebbe pensato che potesse capitare.

Dobbiamo ricordarci, come già scrissi in passato, che sia il popolo ebraico che quello cristiano, di nefandezze ne han compiute quante mai nei secoli passati e che spesso l’han fatto nascondendosi dietro motivazioni di carattere religioso. Però non credo proprio che questi fondamentalisti islamici possano portare come giustificazione le conseguenze dei “peccati” cristiani perché ne son passati dei secoli da quei tempi!

Posso anche capire che il mondo occidentale, che oggi ben difficilmente può raffigurarsi come espressione del mondo cristiano, abbia sfruttato quei popoli, li abbia emarginati e trattati con boria e sufficienza, ma che si invochi la religione per giustificare tali aberranti crudeltà e la persecuzione violenta dei conterranei che credono in Cristo, diventa semplicemente assurdo.

Questa prepotenza e questa crudeltà dei fanatici dell’Islam e il proposito di cancellare dalla terra il cristianesimo, stanno provocando una reazione tale per cui a loro volta subiranno le conseguenze delle armi sofisticate che l’occidente possiede e provocheranno una “crociata laica” della quale certamente la Chiesa non è l’ispiratrice e tanto meno l’organizzatrice.

Papa Francesco ha sì affermato che bisogna assolutamente fermare questo odio e questa persecuzione assurda, antistorica e antiumana, ma non ha chiesto che lo si faccia con le bombe e le armi micidiali. Credo che il Papa sia ben cosciente che ci sono ancora ampi spazi per la trattativa, il dialogo e il compromesso.

Purtroppo i Paesi occidentali, con l’America in testa, e certi Paesi arabi che temono per i loro regimi medioevali e le ricchezze sconfinate delle loro classi dirigenti, pare non abbiano pure loro un minimo di saggezza e di umanità per ricorrere alla trattativa piuttosto che spargere altro sangue non solo dei fanatici, ma pure della povera gente che in queste cose è assolutamente fuori gioco.

Santo e sapiente il monito di Papa Francesco: «Non si versi mai sangue in nome di Dio!».

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