Radiomaria

Ai vecchi tempi Radiomaria è stata una delle antagoniste di Radiocarpini, non di certo per una contrapposizione diretta, ma certamente per la linea editoriale.

Ben s’intende che, anche vent’anni fa, essa era una specie di Golia nel campo dell’informazione nel mondo ecclesiale, mentre Radiocarpini era anche allora tanto meno di David, il ragazzino di bell’aspetto e dai capelli fulvi che con la fionda e il ciottolo di torrente lo colpì a morte. Mentre noi puntavamo su un messaggio diretto al domani e alla ricerca dei lontani, Radiomaria guazzava fin da allora dentro una mentalità piuttosto bigotta, quanto mai legata alla tradizione e più che mai ancorata al passato. Radiocarpini però, nonostante i suoi nobili obiettivi, è morta anche ufficialmente qualche settimana fa. Radiomaria invece è cresciuta a livello mondiale e dispone di mezzi enormi.

Questa partita della mia vita è ormai chiusa da più di vent’anni, con la sola consolazione che la radio non è morta quando era nelle mie mani, ma è terminata per inedia, disinteresse e poca passione di chi l’ha ricevuta, povera sì, ma vitale.

Dopo l’abbandono dell’emittente della parrocchia, mi sono occupato d’altro e perciò ho finito per non interessarmi più della “concorrenza”.

Rarissime volte mi è capitato per caso di imbattermi in qualche trasmissione di Radiomaria, provandone non solo rifiuto, ma spesso anche disgusto. Però, da un paio di settimane, non so per quale arcano mistero, la radio dell’auto che mi hanno donato ha finito per sintonizzarsi appunto su Radiomaria. Normalmente nei miei brevi tragitti tra il “don Vecchi” e il cimitero, ascolto Radio radicale o RadioUno, ma capita che talvolta perda l’onda prescelta, come appunto m’è capitato recentemente, e finisca su qualche altra emittente. Questa volta, come dicevo, il caso ha voluto che abbia centrato, senza volerlo, Radiomaria. Spessissimo trasmette il rosario, che pur essendo una preghiera che mi piace, finisco per rifiutare per tutte le aggiunte, le leziosità e le infinite “varianti sul tema”. Talvolta però, quando imbrocco una conferenza o una meditazione, come l’altro giorno, allora son guai! Perché ho l’impressione che il direttore scelga di proposito o accetti personaggi che penso siano preti o frati veramente sbrodolosi che deformano, imbellettano o infarciscono il messaggio evangelico, che di per sé è sempre così asciutto, essenziale ed umano. Spesso non riesco proprio a seguire l’ascolto, ma nel contempo rabbrividisco al pensiero che una parte molto corposa del Popolo di Dio sia nutrita con pensieri così lontani e incomprensibili dal pensare comune.

Peccato che l’emittente, avendo un’opportunità così splendida, arrischi di impoverire, falsare ed immeschinire ciò che c’è di più sublime a questo mondo con qualcosa di decantante e fuori tempo.

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